Sì, ma perché non indaghiamo su chi ha messo quei fusti ed ha avvelenato mezza provincia di Latina e di Roma? Non è stata la camorra?

Per la prima volta un intervento sulla discarica di Borgo Montello. E questa volta non si tratta di un ampliamento, ma di un’attività di indagine per verificare la presenza di rifiuti tossici e di una complessa operazione di bonifica. Così anche il Pd, conclusi i passaggi concreti del Comune, plaude al rinnovato clima di collaborazione tra il presidente della Regione Marrazzo e il sindaco Zaccheo che apre una nuova fase della questione rifiuti. Sul tavolo restano però molti nodi ancora da sciogliere. «Finora – spiegano in una nota gli esponenti del Pd – ci siamo astenuti sulla vicenda in attesa di passaggi concreti. Oggi però cogliamo un punto importante: per la prima volta dopo decenni si interviene sulla discarica di Borgo Montello per apportare un vantaggio concreto alla popolazione grazie alla cooperazione tra istituzioni. Ma è necessario accertare precise responsabilità». La questione ancora aperta resta infatti legata alla vecchia relazione dell’Enea che indicava, dieci anni fa, la presenza di fusti contenenti rifiuti tossici nell’invaso S0. Per questo il Pd chiama in causa i consiglieri comunali che in passato hanno rivestito ruoli di responsabilità all’interno dell’amministrazione. «Va avviata – dicono – una ricostruzione giudiziaria sull’intera vicenda della discarica, ma al contempo bisogna evitare di innescare un’inutile battaglia propagandistica. Si deve fare luce ripartendo dall’analisi della situazione, rendendo pubblici i dati monitorati dall’Arpa e verificando il quadro complessivo nel momento in cui partirà la bonifica del sito». L’appello del Pd è poi a tornare sul tema del piano rifiuti e della localizzazione dei siti.
(Tratto da Il Messaggero)

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