Sezze, droga e sesso nel cimitero: medici e politici ai festini hard. “C’erano pure esponenti delle forze dell’ordine”

La Repubblica

Sezze, droga e sesso nel cimitero: medici e politici ai festini hard. “C’erano pure esponenti delle forze dell’ordine”

di Clemente Pistilli

Le indagini sul giro di prostituzione e stupefacenti sembrano la trama di un film e sfiorano, con dettagli tra l’horror e il boccacesco, tutta la comunità. E le intercettazioni non lasciano nessuno spazio all’immaginazione

11 APRILE 2021

Festini con escort e cocaina, mazzette per sistemare le tombe o avere un posto dove far riposare i propri cari, e persino fiori rubati dalle cappelle e rivenduti in un chiosco.

Senza pudore e senza pietà. Tanto da mischiare le ossa di bambini morti prematuramente. Quanto, stando alle indagini in corso, sarebbe accaduto nel cimitero di Sezze, un centro pontino di 23mila abitanti, ad appena 65 chilometri da Roma, ha dell’incredibile. Non ha precedenti.

E sembrano usciti da un romanzo anche i protagonisti della storiaccia: un custode di camposanto che viaggia su un lussuoso Hummer, ragazze in cerca di soldi facili, madri che vendono il corpo delle figlie per pochi euro, colf e negozianti che si trasformano in prostitute per cercare di arrotondare, un dentista romano con la passione per le giovanissime, dipendenti comunali, imprenditori e forse qualche politico in cerca di emozioni forti, di serate stupefacenti alla luce dei lumini, e sospetti anche su un ex comandante dei carabinieri e uno della polizia locale. Trame boccaccesche che diventano quasi paradossali.

Una delle giovanissime al centro dell’inchiesta sul giro della prostituzione ha raccontato al custode Franco Castaldi un sogno e i carabinieri temono che nella città lepina quei sogni fossero una cruda realtà: “Stavamo tutti in paradiso, c’avevi un abito celeste, però stavi davanti al cancello di via Bassiano (cimitero) con tutte le femmine…quelle che facevano il burlesque…mezze spogliate”. Castaldi: “Se vede quello che te faccio fa”.

La giovane: “E ti ho detto…ammazza che sei stronzo…pure qua vai colle femmine”. Castaldi: “Hai visto che te faccio fa in paradiso…perciò comportate bene perché sennò te metto nella parte dove faticano eh…te porto nella parte ndò trombano se te comporti bene eh”.

Il caso è esploso due anni fa, con le prime perquisizioni nell’inchiesta allora diretta dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha portato anche all’arresto di un 49enne accusato di fare sesso con una minore e di essere poi ricattato dalla madre della ragazzina, un capitolo della storiaccia che è ora oggetto di un processo davanti al Tribunale di Latina.

Tre settimane fa sono invece scattati undici arresti sul fronte del giro di corruzione, che per anni avrebbe caratterizzato la gestione del cimitero di Sezze, portando in tre giorni alla caduta anticipata della giunta comunale del sindaco dem Sergio Di Raimo. Allo scandalo quella che è sempre stata una roccaforte rossa non ha retto e la maggioranza ha gettato la spugna.

Ma proprio sugli aspetti più scabrosi dell’intera vicenda, quelli della del meretricio all’ombra del cimitero, nella casa del custode dove, quasi fosse il set di un improbabile cinepanettone, era stata installata abusivamente pure una piscina, le indagini vanno avanti. La Procura di Latina ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di favoreggiamento della prostituzione. E il dubbio dei carabinieri è che quelle feste servissero al custode per poi tenere in scacco amministratori e dipendenti comunali.

In quel camposanto, che dopo gli arresti è stato non a caso ribenedetto, la casa che sarebbe stata trasformata in un lupanare, nella prima informativa inviata dai carabinieri alla Dda, viene definita “un fortino inaccessibile”, specificando che lì il dipendente comunale “eserciterebbe l’attività di reclutamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione”.

Curiosità e paure sono però ora tutte concentrate sull’elenco dei partecipanti ai presunti festini, su chi cercava notti di sesso e cocaina e chi offriva il proprio corpo in un luogo del genere. Un maresciallo dell’Arma, in alcune annotazioni e interrogatori, ha puntato subito il dito su dipendenti del Comune di Sezze, imprenditori e persino l’allora comandante della stazione dell’Arma, poi indagato nel procedimento sul sistema corruttivo, e il comandante della polizia locale.

E la droga? L’avrebbe garantita un pregiudicato del posto. A portare le prostitute da Latina a Sezze avrebbe invece provveduto, per gli inquirenti, un 40enne, incensurato ma legato agli ambienti della criminalità pontina.

Tra sesso e cocaina non potevano mancare poi i social. Spulciando il profilo Facebook del particolare custode ecco dunque che gli investigatori lo descrivono come “un soggetto dalla personalità sicuramente trasgressiva nonostante la sua età”.

I contatti di Castaldi con varie donne, sia italiane che straniere, giovanissime e meno giovani, erano del resto intensi. La ragazza del sogno l’avrebbe pure offerta a un dentista romano, portandola con sé nella capitale e raccomandandole: “Minigonna lunedì eh”. Il dentista sarebbe stato preoccupato del fidanzato della giovane: “La ragazzina è caruccia, solo che la vedo seria però, ha il fidanzato”. Ma Castaldi lo rassicurava: “Un ragazzotto, non ti preoccupare”.

Il custode con l’Hummer non avrebbe rinunciato neppure a un triangolo, avendo, secondo gli investigatori, rapporti anche con la madre della ragazza. Descrivendo la donna al dentista diceva: “Quella mora alta, quella che mi trombavo io”. E la mora? Il linguaggio con la figlia e con il custode era disinibito. Intercettata, è stata ascoltata anche mentre diceva a Castaldi che la figlia voleva andare con lui in un sexy shop sulla Pontina.

Storie che ora stanno scandalizzando il paese lepino, ma che da mesi correvano di bocca in bocca. Una donna di Sezze, coinvolta insieme al compagno in indagini su un traffico di droga tra la Colombia e l’Italia, ha dichiarato al sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Stefano Pizza, che inizialmente seguiva le indagini: “Al bar dove lavoravo ho sentito alcuni ragazzetti di 18 o 20 anni, che tra loro commentavano di aver partecipato a un festino con della cocaina e delle prostitute organizzato da Zio Fausto che è il custode del cimitero”.

Ma a dominare, allora come oggi, sono i silenzi. Andava e va così a due passi da Roma. Con l’operaio arrestato per aver fatto sesso con un’adolescente che candidamente ha ammesso davanti agli inquirenti: “La madre mi faceva uscire con la figlia e mi chiedeva i soldi”. E sul rapporto sessuale consumato in auto con la minorenne: “E’ stato molto piacevole, anche perché avevo pagato per questo”.

Restando però solo tra i confini del cimitero, tra mazzette, qualche aggressione, festini a luci rosse e droga l’attività sembra fosse intensa. Senza limiti per gli affari. Tanto che una fioraia, che secondo gli investigatori rivendeva i fiori che grazie a Castaldi venivano trafugati dalle tombe, è stata intercettata mentre diceva al custode: “Quello che è morto, quello là della mamma che non teneva una lira che mi avevi detto tu, hanno fatto qualcosa di bianco?”. A lei servivano “una decina di rose bianche”. Il custode non se lo è fatto ripetere due volte: “Devo andare a vedere”.

Ogni tanto nel giro di prostitute ci sarebbe stato qualche intoppo: “Volevo far venire quella capra…ha detto che doveva passare la visita…almeno ci mettevamo in due”. L’interlocutore ha la soluzione: “Ma fai venire quell’altra no? Quella, quella fidanzata”. Castaldi non si sarebbe mai perso di coraggio. In un’altra occasione avrebbe infatti rassicurato sempre un suo interlocutore: “A chiamarla e a farla venire ce metto cinque minuti”.

Con quelle feste trasgressive Castaldi ricattava politici e funzionari comunali? Il sospetto da parte degli inquirenti è forte e un particolare ha fatto insospettire ancor di più magistrati e carabinieri: quando il custode è stato messo alle strette per la piscina abusiva ha fatto irruzione in Comune e le sue parole sono state inquietanti.

“Se vogliamo andare in guerra ci andiamo, conosco vita, morte e passioni di tanta gente di Sezze”, avrebbe detto. Particolare confermato agli investigatori dalla consigliera comunale Rita Palombi, che ha aggiunto: “Al Castaldi vengono consentiti atteggiamenti arroganti che se io fossi sindaco non tollererei”. Ancora, rispondendo a una domanda sui rapporti tra il custode e i politici: “Qualche volta il presidente del consiglio comunale Enzo Eramo mi ha fatto delle battute riferendo che lui non frequenta quegli ambienti”. L’inchiesta va avanti e lo scandalo nel paese pure.

 

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