SERVIZI SOCIALI & CAMORRA. Un unico cartello che parte da CASAL DI PRINCIPE e arriva a FALCIANO DEL MASSICO-MONDRAGONE governa i servizi sociali di tutta la provincia, intascando centinaia di milioni di euro

SERVIZI SOCIALI & CAMORRA. Un unico cartello che parte da CASAL DI PRINCIPE e arriva a FALCIANO DEL MASSICO-MONDRAGONE governa i servizi sociali di tutta la provincia, intascando centinaia di milioni di euro

27 Febbraio 2022 – 13:06

Facile l’interpretazione dei documenti giudiziari attraverso cui la Dda ha chiesto ed ottenuto le perquisizioni realizzate nella mattinata del 10 dicembre scorso

CASERTA/FALCIANO DEL MASSIMO – (g.g.) Dopo aver raccontato in un articolo pubblicato qualche giorno fa (CLIKKA E LEGGI) gli esiti della lucrosissima gar d’appalto per la gestione dei servizi sociali relativi alla Rsa-centro disabili di via De Falco a Caserta, sttruttura di cui questo giornale si occupa dal 2015, oggi andiamo a chiudere il cerchio evidenziando gli elementi, quelli che ovviamente sono filtrati dalle maglie strettissime del riserbo giudiziario, e a cui se ne aggiungeranno sicuramente altri, oggi secretati, che inducono la Dda a ritenere il sistema dei servizi sociali della provincia di Caserta come strettamente controllato da un cartello criminale, che poi, come andremo a spiegare nei prossimi tempi, secondo noi, non è solo un cartell criminale, bensì politico-criminale.

La gara da 3 milioni e mezzo di euro viene aggiudicata al Consorzio Nestore dell’imprenditore carinolese, trapiantato a Falciano del Massico, Pasquale Capriglione. Del passato e del presente, tutt’altro che trasparenti, di Nestore, scriviamo da anni e, quindi, non ci ritorniamo sopra.

L’aggiudicazione provvisoria avviene il 25 ottobre del 2019 dopo che Nestore aveva già gestito la Rsa di Caserta a seguito dell’interdittiva antimafia che aveva colpito il Consorzio Sinergia, di cui facevano parte la cooperativa Primavera, a sua volta colpita da interdittiva, e l’altra coop Il Volo.

L’interdittiva risale all’anno 2017 e, almeno formalmente, elimina dalla gestione della Rsa, Maurizio Zippo e Orlando Diana, attraverso le coop Primavera e il Volo, inserite, ripetiamo, nel Consorzio Sinergia, se n’erano occupati già a partire dall’anno 2012. Il contratto scadeva nel settembre 2017. Per cui, Nestore, come secondo classificato, avrebbe dovuto esercitare la titolarità di gestione per 6 mesi, cioè dal marzo 2017, tempo in cui l’Asl gli affida formalmente l’incarico, e il citato mese di settembre.

Ma si sa come funzionano le cose a Caserta: 2 anni dopo, cioè nel settembre 2019, solo allora infatti l’Asl sviluppa la nuova gara, Nestore è ancora in azione, forte di proroghe garantite ad essa da un’Asl, evidentemente molto aperta rispetto alla missione economica di questa azienda.

Dal 25 ottobre, data dell’aggiudicazione provvisoria, a marzo 2020 momento dell’aggiudicazione definitiva, trascorrono ben 5 mesi. Come si suol dire, l’Asl si riaddormenta e durante questo periodo succede letteralmente di tutto: intanto, si capisce che Pasquale Capriglione con il consorzio Nestore e Gennaro Bortone con il consorzio Filipendo, sono in pratica la stessa cosa, almeno per quanto riguarda le aspirazioni su quest’appalto.

Nestore batte, si fa per dire, Filipendo di uno 0.5 punti e si mostra anche sorpreso da quest’esito, parlandone con la sua collaboratrice al telefono. Tra i soggetti economici partecipanti, c’era anche la coop sociale Amame con sede a Santa Maria Capua Vetere, via Kennedy che secondo i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, si rappresenta come il tentativo di Maurizio Zippo e Orlando Diana, azzoppati dall’interdittiva antimafia del consorzio sinergia e della coop Primavera, di rientrare utilizzando magari dei prestanome, nella gestione della Rsa di Caserta.

Ma la cooperativa Amame viene esclusa dalla commissione e questo determina una reazione scomposta dei due imprenditori sanciprianesi dei servizi sociali, citati da più pentiti di camorra come importanti punti di riferimento del clan dei casalesi in questo settore.

Nella fase che stiamo raccontando, che sta giusto in mezzo tra l’aggiudicazione provvisoria e l’aggiudicazione definitiva, dunque nel pieno di un periodo in cui l’Asl sembra voler aspettare che questi qua diramano le loro contese, Capriglione e Bortone sembrano filare d’amore e d’accordo, vosì come risulta da alcune intercettazioni.

Ciò pare dimostrare che l’esito della gara era in pratica blindato e dunque sarebbe stato del tutto indifferente per gli interessi e gli umori dei due, che questa, così come poi avvenne, fosse assegnata al consorzio Nestore piuttosto che al consorzio Filipendo.

Siccome Zippo e Diana si mostrano abbastanza aggressivi, un contrariato Gennaro Bortone va a parlare con Gino Lagravanese. Il contenuto del colloquio è, sostanzialmente, il seguente: caro Gino, tu sei garante di tutte queste operazioni, vacci a parlare tu con quei due lì, che vogliono fare i camorristi con me, altrimenti la questione la risolvo a modo mio e qualche mattina di questa, alle 6, i carabinieri se li andranno a prendere.

Dunque, Lagravanese appare come una sorta di coordinatore di un cartello unico che mette insieme Capriglione, Bortone e anche la coppia Diana-Zippo. Una circostanza avvalorata, secondo l’indagine compiuta dagli uomini della Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Dda, da una serie di registrazioni GPS del posizionamento delle auto di Orlando Diana, il quale continua a frequentare la Rsa di Caserta costantemente come se fosse un socio alla pari di Capriglione, magari grazie all’intervento pcificatore di Ginotto Lagravanese, il quale secondo Nicola Schiavone, figlio di Francesco Schiavone Sandokan, si è mosso per anni in nome e per conto del clan dei casalesi.

Gli inquirenti forniscono una serie di dati: giornate ed orari in una Fiat Panda e una Audi Q5 parcheggiano per molte ore nel piazzale della Rsa. Le stesse auto ce le ritroviamo in un altro elenco di registrazioni GPS davanti all’abitazione di Pasquale Capriglione, in quel di Falciano del Massico.

In una conversazione tra quest’ultimo e la figlia 21enne Lucia, questa fa il nome di Orlando” che avrebbe portato in dono a Capriglione in dono mozzarella di bufala e roccobabà. La Dda nota che si tratta di un dolce tipico, inventato anni fa in una nota pasticceria di Casal di Principe. Ed effettivamente è così. La pasticceria, aggiungiamo noi, è quella di Emilio, anche se va detto che oggi ce ne sono tante altre che lo producono.

Le presenze delle auto riconducibili a Diana davanti alla Rsa e davanti alla casa di Capriglione, avvengono nel 2020 e anche durante diversi mesi del 2021. Quella tensione, nata all’indomani dell’aggiudicazione della gara, avvenuta nel marzo 2020, per la gestione della Rsa di Caserta, non c’è più.

Orlando Diana sta un giorno sì e l’altro pure nelle stanze della struttura di via De Falco e frequenta stabilmente la casa e gli uffici di Capriglione. L’idea che Lagravanese e tutto quello che lui rappresenta abbiano saldato le crepe apertesi, garantendo di fatto che l’intero cartello dei consorzi di cooperative che parte da San Cipriano e Casal di Principe e arriva fino a Carinola, Falciano e Mondragone, sia ancora oggi il vero gestore della Rsa-centro per disabili di Caserta non è affatto peregrina.

CASERTA/FALCIANO DEL MASSIMO – (g.g.) Dopo aver raccontato in un articolo pubblicato qualche giorno fa (CLIKKA E LEGGI) gli esiti della lucrosissima gar d’appalto per la gestione dei servizi sociali relativi alla Rsa-centro disabili di via De Falco a Caserta, sttruttura di cui questo giornale si occupa dal 2015, oggi andiamo a chiudere il cerchio evidenziando gli elementi, quelli che ovviamente sono filtrati dalle maglie strettissime del riserbo giudiziario, e a cui se ne aggiungeranno sicuramente altri, oggi secretati, che inducono la Dda a ritenere il sistema dei servizi sociali della provincia di Caserta come strettamente controllato da un cartello criminale, che poi, come andremo a spiegare nei prossimi tempi, secondo noi, non è solo un cartell criminale, bensì politico-criminale.

La gara da 3 milioni e mezzo di euro viene aggiudicata al Consorzio Nestore dell’imprenditore carinolese, trapiantato a Falciano del Massico, Pasquale Capriglione. Del passato e del presente, tutt’altro che trasparenti, di Nestore, scriviamo da anni e, quindi, non ci ritorniamo sopra.

L’aggiudicazione provvisoria avviene il 25 ottobre del 2019 dopo che Nestore aveva già gestito la Rsa di Caserta a seguito dell’interdittiva antimafia che aveva colpito il Consorzio Sinergia, di cui facevano parte la cooperativa Primavera, a sua volta colpita da interdittiva, e l’altra coop Il Volo.

L’interdittiva risale all’anno 2017 e, almeno formalmente, elimina dalla gestione della Rsa, Maurizio Zippo e Orlando Diana, attraverso le coop Primavera e il Volo, inserite, ripetiamo, nel Consorzio Sinergia, se n’erano occupati già a partire dall’anno 2012. Il contratto scadeva nel settembre 2017. Per cui, Nestore, come secondo classificato, avrebbe dovuto esercitare la titolarità di gestione per 6 mesi, cioè dal marzo 2017, tempo in cui l’Asl gli affida formalmente l’incarico, e il citato mese di settembre.

Ma si sa come funzionano le cose a Caserta: 2 anni dopo, cioè nel settembre 2019, solo allora infatti l’Asl sviluppa la nuova gara, Nestore è ancora in azione, forte di proroghe garantite ad essa da un’Asl, evidentemente molto aperta rispetto alla missione economica di questa azienda.

Dal 25 ottobre, data dell’aggiudicazione provvisoria, a marzo 2020 momento dell’aggiudicazione definitiva, trascorrono ben 5 mesi. Come si suol dire, l’Asl si riaddormenta e durante questo periodo succede letteralmente di tutto: intanto, si capisce che Pasquale Capriglione con il consorzio Nestore e Gennaro Bortone con il consorzio Filipendo, sono in pratica la stessa cosa, almeno per quanto riguarda le aspirazioni su quest’appalto.

Nestore batte, si fa per dire, Filipendo di uno 0.5 punti e si mostra anche sorpreso da quest’esito, parlandone con la sua collaboratrice al telefono. Tra i soggetti economici partecipanti, c’era anche la coop sociale Amame con sede a Santa Maria Capua Vetere, via Kennedy che secondo i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, si rappresenta come il tentativo di Maurizio Zippo e Orlando Diana, azzoppati dall’interdittiva antimafia del consorzio sinergia e della coop Primavera, di rientrare utilizzando magari dei prestanome, nella gestione della Rsa di Caserta.

Ma la cooperativa Amame viene esclusa dalla commissione e questo determina una reazione scomposta dei due imprenditori sanciprianesi dei servizi sociali, citati da più pentiti di camorra come importanti punti di riferimento del clan dei casalesi in questo settore.

Nella fase che stiamo raccontando, che sta giusto in mezzo tra l’aggiudicazione provvisoria e l’aggiudicazione definitiva, dunque nel pieno di un periodo in cui l’Asl sembra voler aspettare che questi qua diramano le loro contese, Capriglione e Bortone sembrano filare d’amore e d’accordo, vosì come risulta da alcune intercettazioni.

Ciò pare dimostrare che l’esito della gara era in pratica blindato e dunque sarebbe stato del tutto indifferente per gli interessi e gli umori dei due, che questa, così come poi avvenne, fosse assegnata al consorzio Nestore piuttosto che al consorzio Filipendo.

Siccome Zippo e Diana si mostrano abbastanza aggressivi, un contrariato Gennaro Bortone va a parlare con Gino Lagravanese. Il contenuto del colloquio è, sostanzialmente, il seguente: caro Gino, tu sei garante di tutte queste operazioni, vacci a parlare tu con quei due lì, che vogliono fare i camorristi con me, altrimenti la questione la risolvo a modo mio e qualche mattina di questa, alle 6, i carabinieri se li andranno a prendere.

Dunque, Lagravanese appare come una sorta di coordinatore di un cartello unico che mette insieme Capriglione, Bortone e anche la coppia Diana-Zippo. Una circostanza avvalorata, secondo l’indagine compiuta dagli uomini della Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Dda, da una serie di registrazioni GPS del posizionamento delle auto di Orlando Diana, il quale continua a frequentare la Rsa di Caserta costantemente come se fosse un socio alla pari di Capriglione, magari grazie all’intervento pcificatore di Ginotto Lagravanese, il quale secondo Nicola Schiavone, figlio di Francesco Schiavone Sandokan, si è mosso per anni in nome e per conto del clan dei casalesi.

Gli inquirenti forniscono una serie di dati: giornate ed orari in una Fiat Panda e una Audi Q5 parcheggiano per molte ore nel piazzale della Rsa. Le stesse auto ce le ritroviamo in un altro elenco di registrazioni GPS davanti all’abitazione di Pasquale Capriglione, in quel di Falciano del Massico.

In una conversazione tra quest’ultimo e la figlia 21enne Lucia, questa fa il nome di Orlando” che avrebbe portato in dono a Capriglione in dono mozzarella di bufala e roccobabà. La Dda nota che si tratta di un dolce tipico, inventato anni fa in una nota pasticceria di Casal di Principe. Ed effettivamente è così. La pasticceria, aggiungiamo noi, è quella di Emilio, anche se va detto che oggi ce ne sono tante altre che lo producono.

Le presenze delle auto riconducibili a Diana davanti alla Rsa e davanti alla casa di Capriglione, avvengono nel 2020 e anche durante diversi mesi del 2021. Quella tensione, nata all’indomani dell’aggiudicazione della gara, avvenuta nel marzo 2020, per la gestione della Rsa di Caserta, non c’è più.

Orlando Diana sta un giorno sì e l’altro pure nelle stanze della struttura di via De Falco e frequenta stabilmente la casa e gli uffici di Capriglione. L’idea che Lagravanese e tutto quello che lui rappresenta abbiano saldato le crepe apertesi, garantendo di fatto che l’intero cartello dei consorzi di cooperative che parte da San Cipriano e Casal di Principe e arriva fino a Carinola, Falciano e Mondragone, sia ancora oggi il vero gestore della Rsa-centro per disabili di Caserta non è affatto peregrina.

Fonte:https://casertace.net/servizi-sociali-camorra-un-unico-cartello-che-parte-da-casal-di-principe-e-arriva-a-falciano-del-massico-mondrago-governa-i-servizi-sociali-di-tutta-la-provincia-intascando-centinaia-di-milioni-di/

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