Sequestro beni di Peticone a Fondi e nel Lazio: la Procura della Repubblica di Latina sarebbe stata a guardare. Aspettiamo chiarimenti dal Procuratore capo

IL SEQUESTRO DEI BENI DI PETICONE: LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LATINA NON AVREBBE ORDINATO ALCUNA INDAGINE PATRIMONIALE

Se fosse fondata la notizia diffusa da “Latina Oggi” del 15 novembre 2008, in prima pagina, secondo cui la Procura della Repubblica di Latina non avrebbe disposto alcuna indagine sull’origine dei patrimoni di Massimo Di Fazio, uno degli arrestati a Fondi nell’ambito dell’operazione “Damasco”, sarebbe di una gravità eccezionale.

Tale da richiedere un’ispezione rigorosa da parte del Ministero della Giustizia, del CSM e della Procura di Perugia.

Noi ci rifiutiamo di credere ad una cosa del genere.

La notizia, se fondata, rappresenterebbe una prova schiacciante della fondatezza di quanto noi sosteniamo da anni:

in provincia di Latina (ed in quella di Frosinone!) non si fanno indagini sulle montagne di capitali sospetti.

Secondo il quotidiano più diffuso della provincia di Latina, il sequestro dei beni del Di Fazio (detto Perticone) per 8 milioni di euro sarebbe stato effettuato motu proprio dalla Questura di Latina.

Senza, cioè, un input della magistratura inquirente locale.

Dovremmo, sempre se fosse vero, esprimere le nostre più vive congratulazioni al Questore ed al personale investigativo di Latina. Un ringraziamento accompagnato dallo stimolo ad andare avanti così!

Una domanda viene spontanea a questo punto: come si fa a dire che c’è stata un’azione di contrasto della criminalità organizzata sul territorio pontino se non si fanno indagini sui patrimoni sospetti?

E, inoltre, come si fa a sostenere che in provincia di Latina non c’é… un radicamento mafioso se non si conosce il fenomeno a causa della mancata investigazione?

E’ possibile tollerare, senza indignarsi, che talune delicate indagini debbano partire solamente dalla sensibilità o meno di qualche poliziotto.?

Ministro Alfano, che sta facendo a proposito del “caso Latina”?

Non c’è alcun parlamentare che abbia la sensibilità di sollevare in Parlamento tale problema?

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