Senza denuncia non è lotta alle mafie

MA CHE TIPO DI “ANTIMAFIA” SI FA IN ITALIA???

C’è in giro in Italia troppa gente che pensa che in Italia si possano ancora sconfiggere le mafie andando in giro a parlare di legalità e di tematiche generiche che con la vera antimafia c’entrano come i cavoli a merenda.
O organizzando o partecipando a convegni, incontri, riunioni durante i quali si parla di temi generici, di fatti del passato, senza affrontare minimamente quelli attuali, stringenti, palpabili di una mafia che non è più quella di 20 di venti anni fa e che ha cambiato struttura e connotati diventando sempre più una mafia – impresa, una mafia imprenditrice ed imbottita di soldi, colletti bianchi, politici ed alti gradi.
La mafia bianca, la mafia-stato.
Trovi gente che ignora o fa finta di ignorare che almeno in mezza Italia le strutture sono collassate e che viviamo nel marciume, immersi fino al collo, mentre nell’altra metà un giorno sì e l’altro pure leggiamo di soggetti – manager, esponenti politici, amministratori pubblici, parlamentari, uomini della finanza ecc. ecc. – finiti sotto inchiesta o addirittura arrestati.
Senza considerare, poi, il marasma diffuso nell’oceano della cosiddetta “antimafia sociale”, nel quale sono migliaia le associazioni, i gruppi, i comitati ed i sottocomitati nati e che continuano a nascere chi per mania di protagonismo di taluni, chi per grattare soldi alle istituzioni, chi per fiancheggiare questo o quel partito o quel personaggio politico, che aspirano a darsi un volto di ” antimafiosi” e, taluni, anche per tentare di sbiadire l’immagine del mafioso che altrimenti potrebbero portarsi dietro.
Senza aver fatto mai una denuncia.
Tutta un’ “antimafia” di parata, di immagine, che di una vera antimafia non ha nulla.
Ormai la mafia è “il sistema”, al quale, soggettivamente o oggettivamente, ha dichiarato fedeltà almeno un tre quarti della popolazione italiana.
Chi per ignoranza, chi per convenienza, chi per convinzione, chi per viltà.
Tre quarti del Paese che è oggettivamente mafioso, un quarto che ancora resiste, non vuole esserlo e continua a combattere.
Questa è la realtà, nuda e cruda.
Come si fa a verificare se un soggetto è effettivamente un antimafioso o un mafioso?
Un giorno un colonnello della DIA brutalmente ci chiese:
“Quanti mafiosi avete fatto arrestare? Quante e quali denunce avete fatte?”
Ed aggiunse: “Gli investigatori ed i magistrati hanno bisogno di fatti, nomi e cognomi, non di chiacchiere ed elucubrazioni o ricordi del passato”.
Noi siamo dello stesso avviso perché, pur apprezzando coloro che in buona fede (non quelli che lo fanno per opportunismo o per guadagnarci) credono in un’antimafia retorica e commemorativa, la situazione è ormai così compromessa che non c’è più tempo per parlare.
Siamo al corpo al corpo con un esercito molto più potente di quello nostro e le chiacchiere non servono più.
Oggi trovi il corrotto, il mafioso ed il massone deviato dovunque, a qualsiasi livello, anche fra i generali e la truppa, fra i parlamentari, gli amministratori pubblici ed i politici e così via e, quindi, devi stare attento anche con chi ti relazioni, stringi rapporti.
Siamo in guerra.
E la guerra non si fa con le parole.
Nel caso nostro, si fa con la DENUNCIA.
E senza denuncia non è antimafia!!!

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