Sempre Latina in mezzo.

Mafia degli stabilimenti a Ostia, a Latina i soldi delle mazzette

Mafia degli stabilimenti a Ostia, a Latina i soldi delle mazzetteI soldi delle mazzette passavano tutti da Latina attraverso un fitto sistema di false fatturazioni che aveva nel capoluogo pontino la sua destinazione finale. Qui infatti giungevano importi tra i 40mila e i sessantamila euro destinati all’ex dirigente dell’Ufficio Tecnico del Municipio Mare di Ostia Aldo Papalini che, secondo le ipotesi della Dda di Roma, avrebbe avuto un ruolo fondamentale nel favorire la famiglia Spada, legata ai Fasciani, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei pubblici appalti e concessione di alcuni stabilimenti balneari di Ostia.

All’alba di oggi il blitz di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia Costiera, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato a nove provvedimenti restrittivi emessi dal gip di Roma Alessandra Boffi a carico di altrettanti indagati, tra esponenti della criminalità di Ostia, imprenditori e pubblici ufficiali.

“Al centro dell’inchiesta – ha spiegato il procuratore aggiunto Michele Prestipino – c’è l’illecito affidamento, proprio con metodi mafiosi, dello stabilimento balneare ‘Orsa Maggiore’, già in carico al Cral dell’Ente Poste, a una società denominata ‘Bludream Srl’ finita sotto il controllo di esponenti della famiglia Spada”.

I carcere sono finiti Aldo Papalini, nel 2012 direttore dell’Ufficio Tecnico del Municipio Mare, Armando Spada e Cosimo Appeso, sei invece le persone ai domiciliari: Giovanni Recchia, Antonio Amore, Damiano Falcioni, Ferdinando Colloca, Matilde Magni e Angelo Salzano.

A vario titolo le accuse nei loro confronti ruotano intorno all’abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, concussione, corruzione, reati finanziari con l’aggravante del metodo mafioso ovvero l’ipotesi di aver favorito il clan Spada strettamente legato ai Fasciani.

Secondo le ipotesi investigative per acquisire il favore dell’ex dirigente di Ostia era stato messo in piedi un sistema di false fatturazioni verso una società con sede a Latina dove giungevano importi tra i 40mila e i sessantamila euro poi ritirati da un uomo di fiducia del dirigente. Quest’ultimo, violando ogni regola, e in concorso con Damiano Facioni, Ferdinando Colloca (fratello dell’allora consigliere Salvatore Colloca) e Matilde Magni nonché il luogotenente della Marina Cosimo Appeso e il socio di fatto della “Bluedream” Armando Spada “aveva dapprima disposto la revoca e la decadenza della concessione al Cral, per poi riaffidarla immediatamente ad un altro operatore attraverso una procedura ad asserita evidenza pubblica (consumatasi in un arco temporale di soli 5 giorni) alla società “Bluedream””.

Ostia, Fiumicino e Civitavecchia tra le località dove sono state effettuate 26 perquisizioni domiciliari.

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