Se ne vanno i migliori e siamo sempre più soli. La provincia di Latina, alle porte della Capitale, sempre più indifesa di fronte all’avanzata quotidiana di camorra e mafie.

LATINA, FRA ROMA E NAPOLI, UNA PROVINCIA SEMPRE PIU’ INDIFESA ED IN BALIA DELLE MAFIE
Lo Stato-Stato cede sempre di più il passo allo stato-mafia.
La linea della palma sale, sempre di più verso il nord, senza nessuna barriera.
Se ne vanno i migliori ed i Comandi Generali ed il Capo della Polizia non vogliono rendersi conto della impellente necessità di costruire una solida barriera al di qua dei confini della Campania, in territorio del Lazio, per tentare di frenare – non più impedire-, almeno per quanto è ancora possibile, l’avanzata di orde barbariche di delinquenti camorristi e mafiosi che per prima cosa inquinano l’ambiente corrompendo tutto e tutti, politici in primis e rappresentanti delle forze dell’ordine, avvocati, commercialisti, notai e società civile.
Con l’andata via dei migliori spariscono prevenzione e repressione.
Entrambe.
E’ andato via Nicolino Pepe, seguito da Cristiano Tatarelli ed ora da Pasquale Saccone.
A Roma il primo e l’ultimo, a Scampia il secondo.
E voilà, la frittata è fatta!
Restano i “pivelli”, gli uomini e le donne della prima esperienza sul campo, con una società civile in parte corrotta ed in altra morta.
Letteralmente morta.
Sembra quasi che su questo lembo di terra gravi una maledizione divina.
La gente muore, sa di dover morire avvelenata dai camorristi, “tutta” come ha diagnosticato Carmine Schiavone che di queste cose se ne intende perché è stato uno degli attori di questo orrendo crimine, e non reagisce, non fiata, allineata e coperta da un velo di morte spirituale e fisica.
E lo stato spalanca le porte di questi territori, una volta felici, a tutto il crimine di questo Paese che ci ostiniamo a scrivere con la P maiuscola ma che tale non è e non lo meriterebbe.
Purtroppo, lo diciamo con dolore, ma così è.
Stamane con il cuore a pezzi abbiamo salutato, baciandolo, il Maggiore Pasquale Saccone, comandante della Compagnia Carabinieri di Formia, il quale va via, destinato ad altro incarico.
Abbiamo perso uno dei rarissimi bravi Comandanti che la provincia di Latina abbia avuto dal dopoguerra in qua.
Siamo sempre più soli a combattere in mezzo ad una massa di inesperti e parolai.
Inesperti quelli delle forze dell’ordine e parolai quelli della società civile.
E siamo buoni!
Soli, tremendamente soli contro armate di camorristi e mafiosi con una potenza di fuoco incalcolabile che ormai controllano tutto e tutti, quasi.
Che Dio ci aiuti.
Ovviamente per chi ci crede.

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