Se lo Stato non mantiene i patti e il sistema non funziona! L’inerzia di un Ministro del quale non si vede nemmeno l’ombra

Troppo spesso sentiamo dire che bisogna rispettare le regole, che bisogna mantenere i patti e di conseguenza rispettare gli impegni senza infrangere le regole.
Ma se lo Stato è il primo a non mantenere i patti???
Ci verrebbe da chiedere a chi di questo Stato è affidata la rappresentanza, chi ne è il simbolo, chi e’ investito di potere popolare,; a lui che dovrebbe essere garante e vigilare sui cosidetti “patti”, a lui noi chiediamo… perché!???
La realtà quotidiana è cosa ben diversa e quindi la complicità diventa intrinseca nell’ essere umano e non si può sempre vivere emulando ponzio pilato.
Io sono io e voi non siete un c… o, ricordate questa frase?
E bene, anche se non pronunciata in tale forma il senso è lo stesso.
E quell io è il Ministro Alfano e i tanti c… i sono i Testimoni e i collaboratori di giustizia.
Qundi tutto chiaro!!!
Attenzione perché non finisce qui e se a qualcuno venisse l’ idea di far valere i propri diritti, allora, attenzione, perché la macchina burocratica potrebbe scagliarsi senza pietà contro colui o colei che hanno solo fatto presente, che hanno scritto e chiesto un DIRITTO e se qualcosa o tutto non funziona, non importa, tanto voi non siete un c… o!!!
Ma dai, che sarà mai, perché gridare allo scandalo, cosa sarà mai, solo 90 giorni sono passati dall insediamento del Matteo ed oggi, 16 Maggio, la delega al Vice Ministro, vittima anche lui di chissà quale perverso disegno politico, ancora non è stata data e la commissione ex art 10??? Che fine avrà fatto!!!
Cosa dire più, nulla, nulla più da dire, resta però quella forza, simbolo della lotta, di chi ha lottato contro le mafie, la corruzione il malaffare di chi si è ribellato alla cultura mafiosa, di chi si è pentito del suo male, quella forza che non ha uguali, NON si PUÒ ABBATTERE con un silenzio, con un ” RICATTO di stato”, con quell ‘ indifferenza perpetua.
Quella forza non si ferma, non si può cancellare, resta come memoria ed esempio di alto valore civico.
E qundi noi oggi possiamo solo lottare per rispetto delle regole, in modo civile, con dignità.
Ora che il tempo è scaduto e tutti gli appelli sono stati ignorati a volte derisi come semplici sfoghi di “pazzi” su Facebook, ora che il fondo del pozzo ormai è stato toccato, non ci resta che rimboccarci le maniche e risalire quel pozzo e far capire che i patti bisogna rispettarli e che le regole sono tali perché vanno rispettate e che noi non siamo dei rompicoglioni o dei pazzi e sarebbe giunta l ‘ora che chi fa il Ministro lo incominci a fare, anche perché la storia lo racconta che tutto può finire anche la carriera politica può finire e spesso la cronaca ci ha riservato sorprese inaspettate.

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