SE DOVESSE ESSERE PROVATO SAREBBE UNA VERGOGNA PER LO STATO.UNA VERGOGNA INDESCRIVIBILE

DA IL FATTO QUOTIDIANO

Cosenza, indagata la prefetta Paola Galeone: “Registrata mentre prende mazzetta da 700 euro”

La prefetta è accusato di aver proposto all’imprenditrice di emettere una fattura fittizia di 1.220 euro allo scopo di fare la cresca sul fondo di rappresentanza accordato ai prefetti. L’imprenditrice però l’ha denunciata: ora è indagata per induzione indebita a dare o promettere utilità

di Lucio Musolino | 31 DICEMBRE 2019

È accusata di aver intascato una tangente da 700 euro. Per questo motivo la procura ha iscritto nel registro degli indagati la prefetta di Cosenza, Paola Galeone. L’ipotesi accusatoria é di avere intascato una mazzetta da un’imprenditrice, che però ha denunciato i fatti alla Polizia. Gli investigatori hanno segnalato il fatto alla procura teorizzando il reato di concussione, e non corruzione come anticipato in un primo momento dal quotidiano Gazzetta del Sud che per primo ha diffuso la notizia. I pm, però, hanno contestato alla prefetta il reato previsto dall’articolo 319 quater del codice penale, cioè l’induzione indebita a dare o promettere utilità, punita con la reclusione da sei anni a dieci anni e sei mesi. La concussione può essere punita invece con una pena che arriva a dodici anni di carcere.

A incastrare la prefetta c’è una registrazione del passaggio di denaro. Galeone, infatti, secondo la Gazzetta del Sud è stata registrata dagli agenti della Squadra mobile di Cosenza mentre riceve la bustarella dall’imprenditrice. La consegna della busta contenente il denaro (in realtà falso), per l’accusa, è avvenuta in un bar di Cosenza. Secondo quanto ricostruito il quotidiano il prefetto Galeone avrebbe proposto all’imprenditrice di emettere una fattura fittizia di 1.220 euro con l’obiettivo di fare la cresta sulle spese di rappresentanza dei prefetti.

La fattura sarebbe stata addebitata al fondo che il ministero degli Interni mette a disposizione dei suoi uffici territoriali. Sempre secondo l’accusa, 700 euro della somma concordata sarebbero andati al prefetto Galeone e 500 all’imprenditrice, per il disturbo. La donna, però, non ha acconsentito alla proposta della prefetta. Dopo aver ricevuto la richiesta da Galeone ha denunciato i fatti alla Polizia. Con gli investigatori l’imprenditrice ha concordato luogo, data e ora per la consegna dei soldi alla prefetta, consentendo che il tutto venisse documentato dagli agenti della Squadra mobile.

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