Scontro Di Matteo-Bonafede, i laici grillini al Csm bacchettano il collega: «Non alimentare speculazioni».

Scontro Di Matteo-Bonafede, i laici grillini al Csm bacchettano il collega: «Non alimentare speculazioni».

SONO MANCATE  CONTINENZA E CAUTELA.LA STESSA LINEA  SEGUITA DA NOI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

Un timido calcio all’interno del Consiglio superiore della magistratura, dopo le insinuanti e pesanti parole di Nino Di Matteo sulla sua mancata nomina a capo del Dap nel giugno del 2018, l’hanno tirato i consiglieri laici che fanno capo al Movimento Cinque Stelle. Maria Benedetti, Filippo Donati e Fulvio Gigliotti hanno affidato ad una nota la loro amarezza per la fuga mediatica di Di Matteo e per il suo attacco, che ha sollevato un putiferio, verso il ministro della Giustizia, e grillino, Alfonso Bonafede.

«I consiglieri del Csm, togati e laici, dovrebbero, più di chiunque altro, osservare continenza e cautela e nell’esprimere, specialmente ai media, le proprie opinioni, proprio per evitare di alimentare speculazioni e strumentalizzazioni politico-mediatiche che fanno male alla Giustizia e minano l’autorevolezza del Consiglio», hanno avvertito i tre laici. «Chi ha l’onore di ricoprire un incarico di così grande rilievo costituzionale, deve sapersi auto-limitare; questo non significa – hanno spiegato i consiglieri del M5S – rinunciare a esprimere le proprie opinioni, ma vuole dire farlo nelle forme e nei modi corretti. E’ quello che noi facciamo, e convintamente continueremo a fare, da quando, nel settembre 2018, siamo stati chiamati dal Parlamento al ruolo di componenti del Csm».

Le parole di Benedetti, Donati e Gigliotti sono però le sole pronunciate da esponenti di un intero Csm che, suo malgrado, è stato chiamato in causa da Di Matteo dal momento che il magistrato è prima di tutto un componente dell’organismo, di rilievo costituzionale, delle toghe. ‘Autonomia & Indipendenza’ è rimasta comprensibilmente in silenzio: Di Matteo benché rivendichi di essere un togato indipendente è però legato ai davighiani e in modo particolare e Sebastiano Ardita. Tace anche ‘Area’, altra forza di maggioranza all’interno della maggioranza. E, per ora, hanno scelto di restare in silenzio le più moderate anime di ‘Unicost’ e di Magistratura Indipendente.

 

5 maggio 2020

Fonte:https://www.giustizianews24.it/ )

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