Scioglimento Isola, per Girasole arriva l’incandidabilità

Scioglimento Isola, per Girasole arriva l’incandidabilità

La decisione sull’ex sindaco è stata presa dal Tribunale di Crotone. Stessa misura per altri amministratori del recente passato

23 maggio 2018

CROTONE La sezione civile del Tribunale di Crotone ha dichiarato Carolina Girasole, Gianluca Bruno, Giovanni Astorino, Antonio Frustaglia, Carmelina Bruno, Carmela Maiolo, Pasquale Poerio, Francesco Pullano e Carmine Antonio Timpa incandidabili alle prossime elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali che si svolgeranno nella regione Calabria, successive al decreto del presidente della Repubblica dissolutivo del consiglio comunale di Isola Capo Rizzuto del 24 novembre 2017. Il collegio presieduto da Maria Vittoria Marchianò ha accolto l’istanza presentata dal ministro dell’Interno che sulla base del testo unico sullo scioglimento dei consigli comunali e provinciali per infiltrazioni aveva chiesto l’incandidabilità delle persone citate.

Con decreto del 18 maggio 2017 il ministero dell’Interno aveva delegato il prefetto di Crotone ad esercitare i poteri di accesso al Comune di Isola con l’insediamento di una commissione «per la necessità di effettuare mirati approfondimenti atti a verificare la sussistenza degli elementi integranti la fattispecie dissolutoria attinente al condizionamento o alla infiltrazione della criminalità organizzata». Il 20 settembre successivo il prefetto aveva preso atto dei lavori della commissione e aveva rilevato «una compromissione del buon andamento e dell’imparzialità dell’amministrazione di Isola Capo Rizzuto, in un contesto territoriale caratterizzato dalla presenza e pervasività radicata dalla criminalità organizzata». Secondo il prefetto, dunque, c’era i presupposti per lo scioglimento, che è arrivato con decreto del presidente della Repubblica il 24 novembre 2017. Secondo la legge la richiesta di incandidabilità si lega in chiave funzionale e procedimentale allo scioglimento, e la declaratoria di incandidabilità non ha valore sanzionatorio ma è un provvedimento di natura preventiva e provvisoria.

CONTINUITÀ TRA IL 2008 E IL 2013 Dalla relazione del ministero si rileva una continuità amministrativa tra la compagine eletta nel 2013 e quella proclamata nel 2008, sussistendo concreti elementi che attestano il penetrante condizionamento della criminalità organizzata nei confronti dell’amministrazione nel suo complesso e che dalla relazione della Prefettura si evince che sono state prese in considerazione alcune situazioni, indicate “di maggior rilievo”, relative agli amministratori in carica, che concernono il sindaco in carica Gianluca Bruno, Carmela Maiolo, vicesindaco, Francesco Pullano, assessore, e i consiglieri comunali Giovanni Astorino, Carmelina Bruno, Poerio Pasquale, Carmine Antonio Timpa». Inoltre l’Avvocatura dello Stato ha individuato anche le posizioni di Antonio Frustaglia e Carolina Girasole (già sindaco), anch’essi consiglieri comunali.

SCONFORTANTE SCENARIO DI CATTIVA GESTIONE Il collegio richiama la relazione prefettizia che pone l’accento su «uno sconfortante scenario di cattiva gestione della cosa pubblica, aperta alle ingerenze interne e, in parte, asservita alle pressioni inquinanti delle associazioni criminali operanti sul territorio. Situazione, secondo la stessa relazione, determinata di fatto dalla gestione operata dagli amministratori locali, quali hanno agevolato l’operatività di uno dei più potenti gruppi criminali della ‘ndrangheta, dotato di forte pervasività nel tessuto economico-sociale ed istituzionale, nonché di ampia capacità nell’intrecciare rapporti ed alleanze con i più importanti sodalizi criminali della penisola».

JONNY Ad avere un peso non indifferente sullo scioglimento del consiglio comunale di Isola ci sono le indagini dell’inchiesta Jonny condotte dalla Dda di Catanzaro che hanno smantellato gli affari illeciti delle cosche di Isola. A queste si sono sommate le indagini della commissione d’accesso che «hanno consentito di mettere in luce la mala gestio della cosa pubblica derivante proprio dalla mancanza di controlli da parte dell’amministrazione comunale, per la quale è stata attestata una continuità amministrativa atteso che molti degli attuali amministratori hanno fatto parte della compagine eletta nel 2008». Tra questi, l’ex sindaco Girasole, sospesa dalla carica per reati do corruzione elettorale e turbativa d’asta, assolta in primo grado e in attesa del giudzio d’appello, è stata rieletta come consigliere. I consiglieri Bruno Astorino e Timpa «risultano frequentare ed avere rapporti con parentali con persone pregiudicate o comunque gravitanti nelle cosche isolitane e in ambienti mafiosi, così come l’assessore con delega alla Pubblica istruzione, Personale, edilizia scolastica, gestione del territorio e Sanità; il sindaco Gianluca Bruno, allo stesso modo, vanta parentele in ambiti collusi o intranei alla consorteria mafiosa ed è stato personalmente deferito in stato di libertà dalla Procura della Repubblica per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, poiché, pur non facendone parte, concorreva alla cosca “fornendo un contributo concreto, specifico e volontario per la conservazione e il rafforza mento delle capacità operative dell’associazione…» e in particolare si metteva a disposizione degli esponenti di vertice Antonio Poerio, Fernando Poerio, Leonardo Sacco, ponendo si quale figura di riferimento istituzionale capace di interloquire con i diversi enti al fine di garantire alla confraternita Misericordia il controllo degli appalti serventi il Cara (centro di accoglienza migranti). Bruno avrebbe inoltre conferito, in occasione delle elezioni provinciali del 2009, mandato alla famiglia Arena per il reperimento di voti. Il consigliere Pasquale Poerio è accusato, sempre nell’ambito dell’inchiesta Jonny, di essere parteciape dell’associazione mafiosa e, in particolare, di collaborare con gli Arena nella distrazione di capitali per la gestione del catering all’interno del Cara.

L’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA Appalti e servizi comunali, entravano all’interno di un “sistema” che ha permesso, secondo quanto rivelato dalle indagini, di affidare l’aggiudicazione sempre alle medesime ditte «mediante un meccanismo di rotazione». Il servizio della mensa scolastica era stato affidato alla società Il Triangolo srl per il triennio 2015-2018, la socoetà a​_​_vev agestito il servizio fino al 2012 e si avvaleva di un’altra impresa la “Quadrifoglio srl, già destinataria di provvedimento di interdittiva antimafia. Il servizio di pulizia degli uffici comunali risulta affidato dal luglio 2014 a soggetti inseriti nelle organizzazioni criminali (Gobal service srl, il cui amministratore unico è Barbara Vittimberga, nipote di Santo Tibaldi, arrestato in Jonny perché accusato di esser affiliato alla cosca Arena). La gestione del canile è gestito da 20 anni dalla Dog’s House sas mediante procedure di affidamento diretto nonostante il superamento della soglia dei 40mila euro, previsto dalla normativa europea.

Altre irregolarità si evidenziano nel settore edilizio con riguardo a costruzioni su terreni pubblici: 20 cappelle votive, costruite da soggetti coinvolti nell’operazione Jonny in assenza di autorizzazioni e atti deliberativi «previo deposito di mere scia (segnalazione certificata di inizio attività, ndr) sulle quali il sindaco e l’amministrazione comunale hanno fatto maturare il silenzio-assenso. Senza contare gli omessi controlli per la realizzazione del parco eolico Wind Farm realizzato su impulso della famiglia Arena (essendo Pasquale Arena dipendente comunale).

C’è poi il caso dei beni confiscati alla mafia: l’amministrazione dispone di 26 fabbricati e otto terreni provenienti da confische per i quali non avvia alcuna iniziativa «atteso che gli Arena continuano in gran misura ad utilizzare i beni confiscati, con larga acquiescenza dell’apparato comunale».

Alessia Truzzolillo

a.truzzolillo@corrierecal.it

fonte:https://www.corrieredellacalabria.it/

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