Scavi nella discarica, la Regione non vuole l’aiuto di «Ecoambiente». Fusti di sostanze pericolose nella discarica di Borgo Montello?

Fabio Benvenuti Non sarà la Ecoambiente a eseguire i lavori di scavo nella discarica di rifiuti «Szero» di Borgo Montello, per accertare se a circa cinque metri di profondità ci sono interrati fusti contenenti sostanze pericolose; e procedura di «esecuzione in danno» da parte del Comune.

Sono le due decisioni adottate nel corso di una riunione tecnica, tenutasi in Comune a Latina, per affrontare i due maggiori ostacoli del caso: lo stanziamento dei fondi necessari per effettuare gli scavi e l’aspetto di carattere burocratico. In merito ai finanziamenti, il rappresentante dell’assessorato regionale all’ambiente, il dott. Fegatelli, ha comunicato la disponibilità della Regione ad accollarsi i costi dello scavo ma ha chiesto esplicitamente che i lavori non vengano eseguiti direttamente dalla «Ecoambiente». Non si tratta, come ha spiegato il rappresentante della «Pisana», di una mancanza di fiducia nei riguardi della società che gestisce parte della discarica «S zero» ma semplicemente della necessità di seguire le vie necessarie per spendere i soldi pubblici, indire quindi una apposita gara a cui potrà partecipare la stessa «Ecoambiente». Il Comune di Latina ha invece deciso di procedere con l’«esecuzione in danno», vale a dire emanare una ordinanza di esecuzione lavori su quella parte della discarica «S zero» la cui proprietà è ancora contesa, salvo poi rivalersi successivamente sugli accertati proprietari. Sulla proprietà di gran parte del sito, infatti, c’è da anni un contenzioso aperto. Mentre un’area della «S zero» appartiene alla «EcoAmbiente», l’altra parte è ancora contesa. Su di essa ci sono diritti rivendicati da un dedalo di aziende, alcune delle quali sono fallite o in liquidazione. Al momento, quindi, a meno di una ordinanza urgente del Comune, sarebbe impossibile l’accesso in alcune aree in cui scavare, quelle individuate dall’Istituto di Geofisica e Vulcanologia come depositarie di ammassi ferrosi sospetti. Potrebbero essere, appunto, i famosi fusti tossici di cui il pentito di camorra, Carmine Schiavone, parlò nel 1996. Come noto, però, quei fusti potrebbero trovarsi anche sotterrati nelle discariche «S1, «S2» e «S3» di Montello e per questo Comune e Provincia di Latina hanno chiesto nei giorni scorsi che le stesse rilevazioni geomagnetiche della «Szero» vengano effettuate anche su queste tre discariche. Operazione molto complicata, poiché in tali siti lo strato dei rifiuti è ricoperto da almeno dieci metri di terra e l’attuale capacità degli strumenti a disposizione dei tecnici dell’Istituto di Geofisica e dell’Arpa consente di fare rilevazioni con buona attendibilità fino ad una profondità che si aggirerebbe tra gli otto/dieci metri. Circa modalità e tempi per scavare nella «S zero», si dovrà prima procedere a stilare un programma tecnico, con relativi tempi e costi. Intanto domani in Prefettura a Latina, è attesa la visita della commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, presieduta dal senatore Gaetano Pecorella (Pdl). L’obiettivo dell’organo parlamentare è raccogliere documentazione ed elementi utili a tracciare un quadro limpido in riferimento alle problematiche legate al ciclo dei rifiuti ed alle emergenze che investono il territorio pontino. Si tenterà di fare luce proprio sulla questione dei rifiuti tossici, che sarebbero stati trasportati da navi cargo di dubbia provenienza e che in passato sarebbero stati convogliati illegalmente anche nel sito di Borgo Montello. Sullo sfondo c’è il grande business dei rifiuti e le procedure da che la Regione deve decidere di mettere in atto per la chiusura o meno del ciclo nella provincia di Latina.

(Tratto da Il Tempo)

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