Scandalo Regione Piemonte

Conosco persone che stanno passando momenti difficili perché non hanno soldi né un lavoro e perciò oltre a non poter comprare nulla sono costretti a fare mille rinunce e innumerevoli sacrifici. Alcuni sono senza lavoro e nonostante la buona volontà non riescono a ottenere che vaghe promessa o qualche pacca sulle spalle. Altri pur lavorando sono senza stipendio da mesi e ormai hanno prosciugato da tempo i loro piccoli risparmi, hanno liste chilometriche di beni alimentari acquistati e non ancora pagati e non possono nemmeno contare sul piccolo aiuto di familiari perché provano vergogna a chiedere i soldi. Storie vere, racconti crudeli di situazioni imbarazzanti ma che coinvolgono parecchie famiglie, prevalentemente giovani coppie e con figli a carico. Qualcuno mi diceva che da mesi ha rinunciato al telefonino o all’abbonamento internet, un altro amico era ancora più drastico e mi diceva che con gli spiccioli che gli rimanevano in tasca o metteva un paio di litri di benzina per andare al lavoro o si comprava qualcosa da mangiare. Parlano nervosamente con parole smozzicate, concetti a tratti confusi sanno che ci vorrebbe una rivoluzione ma sono altrettanto coscienti che nessuno scenderà in piazza per difendere i loro diritti. Si sentono soli e non hanno fiducia nemmeno nello Stato che da tempo non si prende cura dei loro problemi, si sentono traditi dai tanti discorsi inconcludenti di una classe dirigente cha ha altro a cui pensare. Non stanno meglio gli operai cassintegrati, con i loro stipendi da fame e non se la passano bene i pensionati con le loro misere pensioni in un mondo che non offre risposte concrete ed immediate ai bisogni sociali e alle richieste dei giovani di poter lavorare. Però accanto a questa ampia fetta di gente che diventa povera, emarginata e sempre meno protagonista dello sviluppo sociale ed economico del nostro paese, esistono situazioni scandalose che demarcano una separazione netta tra la società reale e quella altolocata, privilegiata, impunita e vorace che spesso si identifica con gli apparati politici del nostro paese. E’ successo in tante realtà nazionali, un paio di anni fa il Lazio ha dato ampia dimostrazione di questa corruzione diffusa e senza scrupoli di cui “er batman” è stato un fulgido esempio. Oggi accade che i consiglieri regionali del Piemonte, guidati da un leghista che ha fatto del motto “Roma ladrona “ il suo grido di battaglia viene accusato di peculato perchè si è fatto rimborsare persino l’acquisto di mutande verde padano. Il solito affare dei rimborsi facili, per briglie di cavallo, vassoi d’argento, sigarette, panettoni, spumante, gioielli, borse, profumi, regali a mogli amanti, amiche e conoscenti. Fantomatici viaggi di studio alle spalle dei contribuenti, che in realtà erano sofisticate vacanze , e tanti scontrini di pranzi, colazioni, caffè e inoltre buoni benzina e pedaggi autostradali dati ai consiglieri regionali che nella stessa ora risultavano essere miracolosamente in luoghi diversi. Curiosamente una vicenda simile è successa anche a Pastena, rimborsi per caffè, cappelli, caramelle e cocomeri, per la gioia di chi ama i proverbi che può scegliere tra “mal comune mezzo guadio” oppure “ogni mondo è paese” Ora gli autori di questi misfatti abbassano lo sguardo dinanzi alle tv e preferiscono scappar via anziché rispondere alle domande dei giornalisti, e assicurano che stanno continuando ad occuparsi dei problemi della gente e a fare gli interessi della comunità. Io penso che una simile presa per i fondelli non può durare all’infinito, penso che queste facce toste debbano essere prese a calci nel sedere, penso che chi stringa loro la mano o è un idiota oppure un colluso del sistema. Cosa dobbiamo dire alle tante persone che non possono mangiare mentre altre spendono in modo illegittimo centinaia di migliaia di euro senza che nessuno li punisca e senza che il popolo non li cacci dalle
istituzioni ? Il popolo ha fame, aumentano i disperati e i disillusi, aumentano i disoccupati, aumentano non solo coloro che non arrivano a fine mese ma anche coloro che non riescono neppure ad iniziarlo. La buona educazione e il rispetto dello Stato ci impone un comportamento sobrio e formalmente corretto ma non sarà mica un reato gridare questi impostori che sono dei ladri e che pertanto se non possono essere mandati in galera almeno qualcuno si adoperi per mandarli rapidamente a casa. Pastena 5 dicembre 2013 dott. Arturo Gnesi

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