Scampia, basta repressione, ora antimafia sociale: Ora il Sindaco De Magistris cominci a mantenere gli impegni per la creazione di servizi.

Scampia: basta repressione, ora antimafia sociale
pubblicato il 3 novembre 2012 alle ore 10: 45
Siringhe usate, rifiuti, vomito, escrementi, mura sfondate, fili divelti. Entrare nell’Ipia di via Ghisleri, di fronte alle famigerate “case dei puffi”, non è proprio una passeggiata di salute. Era una scuola, oggi è un monumento al degrado. Ciro Corona e l’associazione Resistenza Anticamorra lottano da quattro anni per strappare l’ex scuola all’abbandono e trasformarla in una struttura per il reinserimento sociale e lavorativo di minori. Fino ad ora tante promesse, pochi fatti: né con l’ex giunta guidata dal sindaco Iervolino, né con quella attuale guidata da Luigi De Magistris. Alle istituzioni, l’associazione chiede solo la concessione della struttura, per poterla riqualificare. Ma in questi anni di lunghe promesse, l’unico cambiamento avvenuto è che l’istituto ora rientra tra le strutture vandalizzate del Comune. Con Resistenza anticamorra, ora anche il giornalista Pietro Nardiello, co-fondatore del Festival dell’Impegno Civile nei beni confiscati ai clan, che ha deciso di devolvere i diritti d’autore del suo libro “Il festival a casa del Boss”. Ma l’abbandono non è solo quello da prima pagina. E’ qualcosa di sottile, quotidiano. Si respira per le strade vuote, nelle piazze deserte. Scorre intorno alle tante strutture abbandonate nel quartiere. “Non è pericoloso camminare a Scampia – dice amaro Ciro Corona – Ma è inutile”.

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