Scacco matto all’imprenditore socio del boss Antonio Iovine. Il Pip di AVERSA è “cosa sua”. Ecco tutti i motivi per cui è stato arrestato

Scacco matto all’imprenditore socio del boss Antonio Iovine. Il Pip di AVERSA è “cosa sua”. Ecco tutti i motivi per cui è stato arrestato

In calce, lo stralcio finale dell’ordinanza

SAN CIPRIANO D’AVERSA – La sintesi esprime elementi difficilmente confutabili sul coinvolgimento diretto di Ferdinando Di Lauro come unico, reale dominus dell’operazione del Pip di Aversa, realizzata a suo tempo costituendo una società segreta, ma valida come effettivo soggetto di impresa, con il boss e capo del clan dei casalesi Antonio Iovine.Non sono solo le dichiarazioni di quest’ultimo e di Massimiliano Caterino a rappresentare, secondo il giudice, la prova che è questo il ruolo di Ferdinando Di Lauro. Ci sono decine di conversazioni intercettate; c’è la vicenda degli articoli di Casertace, che provocano le reazioni tipiche di chi è l’unico interessato a che la procedura, bloccata dal Comune di Aversa, si realizzi; ci sono le parole che Di Lauro pronuncia sulla iniziativa di rivolgersi al Tar della Campania.

Insomma, lui, lui e sempre lui. Dunque, la contestazione del reato di turbativa d’asta e di pesante connessione con gli interessi del clan dei casalesi poggiano su fondamenta molto solide.

 

G.G.

 

AN CIPRIANO D’AVERSA – La sintesi esprime elementi difficilmente confutabili sul coinvolgimento diretto di Ferdinando Di Lauro come unico, reale dominus dell’operazione del Pip di Aversa, realizzata a suo tempo costituendo una società segreta, ma valida come effettivo soggetto di impresa, con il boss e capo del clan dei casalesi Antonio Iovine.

Non sono solo le dichiarazioni di quest’ultimo e di Massimiliano Caterino a rappresentare, secondo il giudice, la prova che è questo il ruolo di Ferdinando Di Lauro. Ci sono decine di conversazioni intercettate; c’è la vicenda degli articoli di Casertace, che provocano le reazioni tipiche di chi è l’unico interessato a che la procedura, bloccata dal Comune di Aversa, si realizzi; ci sono le parole che Di Lauro pronuncia sulla iniziativa di rivolgersi al Tar della Campania.

Insomma, lui, lui e sempre lui. Dunque, la contestazione del reato di turbativa d’asta e di pesante connessione con gli interessi del clan dei casalesi poggiano su fondamenta molto solide.

 

G.G.

 

 

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PUBBLICATO IL: 3 luglio 2016 ALLE ORE 17:49 

 


PUBBLICATO IL: 3 luglio 2016 ALLE ORE 17:49 

fonte:www.casertace.net

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