Sbalorditive dichiarazioni del Presidente della Provincia di Frosinone, di Arturo Gnesi‏.

Strano ma vero: questi personaggi stanno in Parlamento!

Sono rimasto stupito dalle dichiarazioni odierne del presidente della provincia di Frosinone Antonello iannarilli:

“Voglio manifestare grande soddisfazione per la linea politica espressa in queste ore dal segretario politico del Pdl, Angelino Alfano. Egli ha chiaramente detto quanto da tempo attendevo, cioè la necessità di ripartire da un punto zero, resettare il centrodestra italiano…

Se riprendiamo quanto riportato dalla stampa appena 24 ore fa Angelino Alfano non ha dato prova di grande statista anzi, su Formigoni ha detto: “non si può mandare a casa una giunta che ha governato bene e abbiamo fiducia in Formigoni… , mentre altro capolavoro lo ha espresso sulla decisione del Governo di sciogliere il comune di Reggio Calabria per ‘Ndrangheta.. “ il provvedimento del governo penalizza e condanna un’intera comunità e non rafforza la presenza dello Stato in questo paese… ”

Allucinante sia Alfano che Iannarilli. Penso che queste lugubri dichiarazioni siano deprecabili sia se rispondono ad una logica interna del partito che vuole mostrarsi sicuro e compatto per evitare dissidi, lacerazioni e fughe di masse e sia se sono messaggi in codice agli alleati in bilico.

Ma sono sicuramente inquietanti e pericolose se invece escono dal senno di due parlamentari che tentano di giustificare i loro colleghi di partito che hanno trasformato le istituzioni in un intrigo di affari e in un intreccio perverso tra politica, mafia e massoneria. Penso che stiano difendendo personaggi e vicende dove malaffare, malcostume e malgoverno hanno sicuramente preso il sopravvento alla legge, alla legalità e alla trasparenza.

Del resto nemmeno possiamo meravigliarci più di tanto, basti pensare alla seduta parlamentare del 12 gennaio ultimo scorso quando il loro partito, con il loro voto, si è opposto alla Camera alla richiesta di arresto per Nicola Cosentino ritenuto dalla Procura di Napoli il referente nazionale del clan dei casalesi.

Complimenti a questi due grandi statisti usciti dal cilindro berlusconiano!

Io esprimo piena solidarietà, invece, a Cafiero de Raho procuratore distrettuale antimafia della Procura di Napoli quando afferma che “Lo stato non è mafioso, ci sono mafiosi nello Stato, nelle forze dell’ordine, nei politici, negli amministratori locali, ma questi sono uomini della mafia e tali restano. ”

Certo se la politica e i suoi più alti rappresentanti ancora oggi difendono i ladri e i corrotti, se trovano ancora la forza di giustificare i faccendieri, i collusi, se hanno ancora il coraggio di affacciarsi sulla stampa e fare dichiarazioni che offendono il decoro e la dignità dei cittadini e oscurano il futuro del nostro paese allora significa che il cammino verso la liberazione da questa classe dirigente è ancora lungo e faticoso.

La dimostrazione sarà questo appello che non sarà pubblicato da nessun giornale e letto da nessuna redazione perché gli impresentabili hanno anche denaro e potere con il quale possono concedersi tutto.

Non compreranno il nostro silenzio e spero non comprino il consenso della gente.

Un saluto Arturo Gnesi

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