Sara Tommasi: l’auto della scorta e gli sms intimi a Berlusconi

ROMA – Restano allibiti quando vedono sfilare Sara Tommasi sotto la sua abitazione romana, quando la osservano salire in un’auto riconducibile alla scorta di Berlusconi. La guardano, non hanno il tempo neppure di scambiare quattro chiacchiere con lei, e la vedono ripartire su un’auto presidenziale, «roba mai vista finora».

Sono le 21,59, del nove settembre scorso in zona Ponte Milvio a Roma, quando la vita di una presunta escort di alto bordo – una ragazza che non esita a frequentare due o tre facoltosi manager di Giugliano – diventa un affare di Stato. In quel preciso istante, la storia di un’inchiesta su un giro di banconote false nel comune napoletano di Giugliano si intreccia con il Rubygate, con l’ormai famigerato «bunga bunga» presidenziale, tanto da rendere necessario un summit tra inquirenti napoletani e milanesi. È questa la ricostruzione trasmessa dalla squadra mobile di Napoli alla Procura di Giovandomenico Lepore, che racchiude decine di messaggi spediti da Sara Tommasi al premier, al fratello Paolo e al ministro La Russa. Sms e telefonate in uscita dall’utenza cellulare della Tommasi, in una ricostruzione in cui non c’è quasi mai traccia di risposte da parte del premier, del fratello e del ministro. Dialoghi interrotti o non riportati integralmente dalla pg, probabilmente per doverosa cautela nei confronti di personaggi non indagati in questa storia napoletana o per lo scarso valore investigativo rivestito da dialoghi finiti nei brogliacci della Mobile.
Sotto controllo, in un primo momento, erano finite qui a Napoli solo le mosse di Vincenzo Saiello, «Bartolo» per gli amici (l’uomo coinvolto per un’ipotesi di favoreggiamento della prostituzione), ma anche soci e compagni di avventura (Checco, Giosué) in uno show business di serie B, in alcuni casi frequentato anche da Fabrizio Corona e Lele Mora. Ecco la scena in cui l’inchiesta sugli affari giuglianesi di Sara Tommasi diventa questione di rilevanza politica.
La scorta presidenziale
Giosué: Guagliò, in vita mia non mi è mai capitata una cosa del genere! Mentre stiamo aspettando giù al palazzo che scende ci ha mandato un messaggio dicendo che stava scendendo, poi all’improvviso, sono arrivate due macchine con le guardie del corpo di Berlusconi.
Checco. Ho capito
Giosué: Se la sono venuta a prendere e se la sono portata, guarda una cosa incredibile.
Bartolo: Cioé quella ci ha fatto andare fino a là, no… ad aspettare… sto scendendo… sto scendendo… bello e buono abbiamo visto arrivare queste due macchine… Un’Audi A8 e un’Audi A6.
Inchiesta per favoreggiamento della prostituzione, indaga il pool anticamorra dell’aggiunto Sandro Pennasilico, i pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio, Catello Maresca, sott’inchiesta Vincenzo Saiello, non risulta per il momento iscritto Fabrizio Corona, che a questo punto potrebbe essere ascoltato nei prossimi giorni a Napoli assieme alla stessa Sara Tommasi. C’è un lungo capitolo negli atti trasmessi dalla Mobile del primo dirigente Vittorio Pisani in Procura, che riguarda i contatti tra Sara Tommasi e il premier Silvio Berlusconi, il fratello Paolo e il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Personalità fragile e spregiudicata
Sono per lo più sms spediti dalla starlette alle utenze dei tre esponenti dell’esecutivo, quasi sempre senza risposta. Messaggi che fanno emergere – si legge agli atti – «la rappresentazione inquietante di una personalità fragile e spregiudicata». Ecco la sequenza di sms spediti a Silvio Berlusconi, che sembrano far emergere livore e risentimento verso il premier. Tutto si svolge dal 26 dicembre al 15 gennaio scorsi, quando probabilmente Sara Tommasi era consapevole di essere intercettata.
Gli sms al premier
Ventisei dicembre, Sara Tommasi: «Auguri presidente». Il 5 gennaio 2011: «Amore, ti ho mandato un pensiero da Licia. Spero tu capisca questa volta». Poi, da questo momento in poi il tono diventa meno docile, sempre più risentito. È il 10/01/2011, Sara comincia a sbroccare: «Silvio vergognati! Mi hai fatta ammalare… paga i conti dello psicologo».
La chiamata del premier
È il 12 gennaio scorso, quando dal tono e dalle parole di Sara si capisce che il premier le ha dato segni di vita. Scrive Sara: «Amore perdonami, ho visto solo ora la tua chiamata. Ultimamente ho problemi con la linea telefonica. Se posso fare qualcosaaa. Un bacio grande». Poi, di getto: «Mi sei mancato tanto, spero che tu mi possa richiamare presto. Ti amo ancora, sai, Lady X». Da qui in poi, Sara Tommasi sembra scantonare: «Ma perché non mi metti dietro solo il Mora invece che le lesbiche?».
Lo sfogo sulle troie
Arriviamo al 15 gennaio, quando i contenuti diventano offensivi: «Spero ke krepi kon le tue troie». «Spero che il governo americano cominci a dare lustro a quello ignobile nostrano con i dieci requisiti di Harvard! la politica è una cosa seria, non una barzelletta come l’hai intesa tu».
Le aspirazioni politiche
Qui, Sara Tommasi sembra mostrare acredine per aspirazioni di carriera (magari in politica) evidentemente non corrisposte o frustrate sul nascere. Sara fa cenno alla sua formazione universitaria, come laureata alla Bocconi: «Dieci requisiti per l’ammissione tra le fila dei parlamentari… tu indagato saresti già fuori. Hai capito?».
Il caso Ronaldinho
Sara sembra aver perso ogni equilibrio e si scatena commentando la cessione dell’asso brasiliano dal Milan, dopo alcune notti brave del calciatore. Ecco cosa scrive al premier ancora il 15 gennaio: «Riprendi subito Ron nella tua squadra di merda o ti faccio escludere da Obama dai grandi del mondo e dalla politica internazionale, l’Italia è incapace di ascoltare i segnali del mondo». E ancora: «Ci vuole una buona reputazione per governare!! Anche tu fai i festini, Dinho deve tornare!». Incapace di ottenere qualsiasi segno di vita dal premier, Sara la mette sul piano etico: «Stai abusando di potere. Immeritato tra l’altro vedi processi e quant’altro».
Brutti anche i messaggi per Paolo Berlusconi. Il primo potrebbe evidenziare un antefatto che non viene inserito nell’informativa di pg. Torniamo al sei gennaio, quando Sara scatena la sua furia contro Paolo Berlusconi.
L’appuntamento al giornale con Paolo Berlusconi
«Se io mi devo curare, tu piantala con cocaina, cani e mignotte!! E i festini sexy non me ne sbatte un cazzo stronzo». Mentre il 9 gennaio scorso, arriva l’ultimatum di Sara: «Ti voglio rivedere, dimmi tu dove e quando». A questo punto Paolo Berlusconi risponde. Tanto che vengono captati sms sull’utenza della Tommasi in entrata da un’utenza riconducibile a tale Antonio Di Franco, ma in uso al fratello del premier. Paolo Berlusoni risponde un paio di volte. È il nove gennaio scorso, passata la mezzanotte: «Ti telefono io domani», le scrive. Poi, intorno all’una del pomeriggio, Paolo Berlusconi le dà un appuntamento: «Se vuoi ci vediamo nel pomeriggio alle 18 al giornale. Via Gaetano Negri 4. Zona piazza Affari. Ok?». Seguono un paio di conversazioni ricostruite in sintesi dalla Mobile di via Medina, dalle quali sembra emergere che ci sia stato una segnalazione di Paolo Berlusconi per far ottenere a Sara Tommasi un appuntamento in clinica «Delle Betulle», ad Appiano Gentile, per essere visitata da uno specialista.
Ignazio La Russa e l’Afghanistan
Ma il filone politico non si esaurisce qui. Dal telefono della aspirante star, partono anche dei messaggi rivolti al ministro della Difesa Ignazio La Russa, da cui oggi il rappresentante del governo prende decisamente le distanze. Ecco cosa ricorda La Russa a proposito di Sara Tommasi: «Sono veramente indignato per l’accostamento arbitrario ed immotivato del mio nome a vicende che riguardano una inchiesta napoletana relativa all’attrice Sara Tommasi, alla quale, sono del tutto estraneo. Ricordo invece di aver ricevuto un sms con tono forzatamente confidenziale che mi stupì».
Ma in cosa consistono gli sms indirizzati al ministro? Ecco quelli raccolti in una informativa di pg: il sei gennaio, alle 17,26, Sara Tommasi scrive: «Amore auguri!!! Domani torno a Milano. Pranziamo assieme?». Poi, quattro minuti dopo, Tommasi e La Russa parlano in una conversazione così intercettata: «Sara con Ignazio La Russa – si legge nel resoconto di polizia giudiziaria -, lui dice che è appena tornato dall’Afghanistan e che si risentiranno in un altro momento».
La europarlamentare Renzulli: io intercettata.
Non poteva mancare il capitolo delle conversazioni con la europarlamentare Licia Renzulli, che viene indicata nel corso dell’inchiesta milanese come una habitueé delle feste ad Arcore, tanto da essere indicata come organizzatrice degli eventi di casa Berlusconi. Le due donne al telefono affrontano questioni private, fino a quando la stessa Renzulli si lascia andare ad un avvertimento fin troppo preciso nei confronti della Tommasi. È il quattro gennaio scorso, quando sta per scoppiare l’inchiesta milanese sulle prestazioni di «Ruby», ecco l’avvertimento dell’europarlamentare: «Sara, è bene che tu sappia che il mio cellulare è sotto controllo. Quindi tutto passa attraverso la Procura. Messaggi e telefonate». Più chiaro di così.

Rosaria Capacchione e Leandro Del Gaudio

(Tratto da Il Messaggero)

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