San Felice Circeo: vicenda porto e ristorante “La Vela”

SAN FELICE CIRCEO. RITORNA PREPOTENTEMENTE LA “VICENDA PORTO”… ED IL COMUNE VUOLE ABBATTERE A TUTTI I COSTI LO STORICO RISTORANTE “LA VELA”

“Attenti alla portualita”, ci dicono da tempo dalla Direzione Nazionale Antimafia.

E’ il settore sul quale le mafie hanno da tempo focalizzato la loro attenzione.

Ne ha parlato qualche anno fa l’”Espresso” dopo un ‘inchiesta della Procura e della Squadra Mobile di Palermo a proposito dei lavori nel porto di Gaeta, dove fu individuata un’impresa che avrebbe fatto capo al figlio di Riina. Nell’ambito di quella inchiesta sarebbero state fatte intercettazione telefoniche durante le quali si parlava anche del porto di Terracina.

E’, pertanto, allarme rosso.

E allarme rosso è anche a Civitavecchia (ne ha parlato anche l’ex Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia dr. De Ficky in occasione di due recenti convegni da noi organizzati a Tarquinia ed a Viterbo) per l’annunciata realizzazione del Terminal China.

Ma a Civitavecchia e nella confinante Tarquinia, grazie a Dio, abbiamo un ottimo presidio della nostra Associazione, oltre a valenti e scrupolosi magistrati dello spessore di Mario Almerighi, Presidente del Tribunale e Giancarlo Amendola, Procuratore Capo della Repubblica.

Ma il discorso, ora, riguarda soprattutto San Felice Circeo, dove non ci capisce bene quello che sta avvenendo in relazione al progetto del raddoppio del porto.

O, meglio, si capisce, ma, al momento, non disponiamo di elementi concreti per accusare chicchessia.

Li stiamo raccogliendo per fare in modo che si attivino tutti gli strumenti investigativi per capirci di più.

A terra si stanno predisponendo le opere necessarie per arrivare alla concretizzazione del progetto.

E’ in quest’ottica, quindi, che potrebbe leggersi il tentativo di abbattere uno storico ristorante, ”lLa Vela”, ubicato nell’area portuale.

Una storia lunga, complessa, penosa, perché, approfittando del fatto che le proprietarie sono due donne in età avanzata e… senza appoggi, si vuole a tutti i costi demolire un’opera storica fatta passare per “abusiva” quando tale non è.

Già c’è stato in passato un pronunciamento del TAR al riguardo.

Nell’area di tale ristorante c’è da tempo un affollarsi di persone che effettuano sopralluoghi, a seguito dei quali è nata una seconda ordinanza di demolizione.

Tale ostinazione francamente ci insospettisce moltissimo.

Non è compito di un’Associazione antimafia disquisire in ordine alle scelte urbanistiche e quant’altro di un’Amministrazione comunale – anche se al riguardo certe considerazioni vanno comunque fatte come nel caso recentissimo del progetto che interessa il Lago di Paola a Sabaudia, dove si vuole fare un altro porto – ma la nostra attenzione è sempre focalizzata sull’identità degli attori e, in particolare, sull’”origine” dei capitali che si vuole investire.

Dopo quanto si è scoperto a Fondi, noi temiamo che ci sarà una trasmigrazione di attenzioni, personaggi e capitali su altri territori “appetibili”della provincia di Latina; quali sono tali territori se non quelli, soprattutto, della costa???. Dove, peraltro, già ci sono presenze consolidate!

Allora è necessaria una vigilanza estrema da parte di tutti, cittadini e, in particolare, organi investigativi!

Ass. A. Caponnetto

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