San Cipriano, il sogno dei carabinieri nella casa tolta ai Bardellino

San Cipriano, il sogno dei carabinieri nella casa tolta ai Bardellino

Il Mattino,  Martedì 7 Marzo 2017

San Cipriano, il sogno dei carabinieri nella casa tolta ai Bardellino

di Tina Cioffo

CASERTA – Due paesi vicini. L’uno attaccato all’altro in un un’unica fascia territoriale e accomunati dalla sorte di trovarsi due beni confiscati alla camorra destinati alle forze dell’ordine ma nei fatti non utilizzati. Da una parte San Cipriano D’Aversa, con l’ex villa della famiglia Bardellino che dovrebbe diventare la nuova caserma dei carabinieri e dall’altra Casal di Principe con l’immobile confiscato a Dante Apicella che dopo aver ospitato per sette anni la sezione della Squadra mobile di Caserta si trasformerà in commissariato di polizia. Due storie diverse eppure anche molto simili perché trasferendo gli uomini in divisa negli immobili dello Stato in entrambi i casi si rispianerebbero fitti pagati a privati. Due possibili utilizzi a servizio della collettività e del controllo del territorio, sui quali però non è possibile usare tempi certi.

A San Cipriano D’Aversa in via Aquaro, angolo di via Ancona la caserma dovrebbe essere una realtà già da tre anni, rafforzando l’organico dei 20 carabinieri in forza alla stazione di San Cipriano rilegata in via Giulio Cesare, troppo stretta e poco visibile. Nella ex villa di Ernesto Bardellino, fratello di Antonio, il capo dei capi dei Casalesi, ucciso in Brasile nel maggio del 1988 e il cui corpo non si è mai trovato, il nuovo utilizzo fu annunciato in pompa magna nel 2011. Tra i presenti c’era l’allora colonnello dei carabinieri del comando provinciale di Caserta Crescenzio Nardone. La confisca ai Bardellino è del 6 marzo del 2008 e dopo nove anni la partita è ancora tutta aperta. Il ministero dell’Interno, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Vincenzo Caterino, potrebbe accordare un finanziamento di un milione e 400mila euro.

Per l’adeguamento ad uso militare in base alle stime fatte, occorrono almeno un milione e settecento mila euro. Un adeguamento strutturale necessario anche alla ex villa di Dante Apicella che dal 2008 e fino al 2015 è stata punto nevralgico per la ricerca dei latitanti. L’obiettivo era portare a casa dei risultati che fossero in grado di assicurare i criminali alla giustizia e anche di infondere fiducia nella cittadinanza. Era il momento del tanto declamato «modello Caserta» con l’allora ministro Roberto Maroni all’Interno e sottosegretario Alfredo Mantovano. I lavori all’immobile sorvegliato dai militari hanno reso necessario l’aggregazione degli agenti alla Questura di Caserta e al commissariato di Aversa. Nel futuro, anche se non si sa quando, l’ex villa della camorra sarà trasformata in commissariato così da poter dismettere il posto fisso di Casapesenna attualmente ospitato in un immobile privato. Le rassicurazioni, anche negli ultimi giorni, sono arrivate pure dal questore di Caserta Antonio Borrelli che ha ereditato la questione dal suo predecessore Francesco Messina. Per il momento le due ex ville della camorra, sono vuote.

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