Salvi Tribunale e Procura di Cassino

C’è, ora, un’ammissione ufficiale, da parte dei massimi livelli istituzionali:

Tribunale e Procura di Cassino non sono stati soppressi perché ubicati in area ad altissima infiltrazione mafiosa.

E’, questa, la tesi che l’Associazione Caponnetto ha sostenuto ai livelli competenti, tesi ora condivisa in forma ufficiale con la decisione assunta a livello centrale.

Questo, però, da ora in avanti comporta degli obblighi per tutti.

Intanto va rivisto il ruolo svolto finora dalla Procura di Cassino sul piano della lotta alle mafie.

Le cose non possono continuare come sono andate finora.

Da oggi in poi non è più tollerabile ascoltare senza batter ciglio dichiarazioni di disconoscimento della gravità del fenomeno mafioso nel distretto giudiziario.

Come pure non è più ammissibile che si continui a guardare il fenomeno con spirito di approssimazione e senza una precisa ed efficace strategia di attacco.

Alla ripresa autunnale l’Associazione Caponnetto chiederà al Ministro Severino un incontro per discutere proprio sulla funzionalità dei presidi nel Lazio, presidi che richiedono una ristrutturazione ed un potenziamento in mezzi e personale consapevole, qualificato e motivato.

Fra questi presidi, quelli di Cassino rivestono, ovviamente, un ruolo fondamentale in quanto sono gli unici esistenti nel Basso Lazio.

Non vorremmo, insomma, che qualcuno abbia pensato di usare come pretesto la necessità di “salvare” i presidi di Cassino perché “necessari per contrastare il radicamento mafioso nel Basso Lazio”… lasciando le cose inalterate.

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