S. MARIA C.V. La guardia di finanza “assedia” stamattina il super negozio di Moric

S. MARIA C.V. La guardia di finanza “assedia” stamattina il super negozio di Morico. Vita ed opere di un commerciante controverso, accusato di aver ospitato camorristi e oggi, sostenendo Luigi Bosco di puntare alla zona ex Italtel

Da stamattina sono all’opera gli uomini delle fiamme gialle

SANTA MARIA CAPUA VETERE – E’ in atto un blitz delle fiamme gialle del comando provinciale di Caserta nella nota panetteria di Santa Maria Capua Vetere “Casa del Pane” di Morico, che si trova, com’è noto, a pochi metri dalla caserma del comando compagnia dei carabinieri e dal Bingo.

Serrande abbassate e un minimo di curiosità in più rispetto a un atto che potrebbe appartenere alla routine, se così la possiamo definire, dei controlli fiscali che le fiamme gialle, con il proprio nucleo di polizia tributaria, compiono nei confronti di aziende più o meno importanti.

La curiosità, inutile giraci intorno, è legata al nome dell’imprenditore, quel Morico di Grazzanise che più di una traversia giudiziaria ha dovuto affrontare in passato, legando il proprio nome ad indagini su presunti sostegni logistici, dati ad esponenti del clan dei Casalesi, fazione Zagaria.

Per queste accuse, in verità ridotte dall’aggravante dell’articolo 7, il panificatore di Grazzanise che ha costruito un vero e proprio impero, ha usufruito della prescrizione.

Ma Morico ha conquistato la ribalta delle cronache anche per essere stato un attivo sostenitore della lista civica del consigliere regionale Luigi Bosco a sostegno della candidature a sindaco di Antonio Mirra. Un ruolo che gli è stato riconosciuto, visto e considerato che, seppur non da solo, anche lui ha contribuito alla nomina in giunta di Assunta Amelio, in quota Bosco, divenuta anche vicesindaco. Di Morico sono noti anche gli obiettivi imprenditoriali.

Da tempo, infatti, si parla diffusamente della sua volontà di impiantare un grande centro commerciale del pane nella contestatissima zona ex Italtel, la quale, con un processo forzato e forzoso e attraverso un’interpretazione, ad avviso di molti giuristi errata, di una legge regionale, si può trasformare da industriale, qual è oggi, a commerciale senza passare per un legittimo pronunciamento del consiglio comunale come è serio e giusto fare quando si attuano operazioni come questa codificabili come varianti al piano regolatore vigente.

G.G.

PUBBLICATO IL: 28 settembre 2016 ALLE ORE 12:27

fonte:www.casertace.net

Archivi