Rubino, il “re” delle scommesse al servizio dei clan con tante amicizie romane

Rubino, il “re” delle scommesse al servizio dei clan con tante amicizie romane

08 GIUGNO 2020

Nel giro di pochi anni, l’imprenditore palermitano ha scalato il settore del gioco grazie ai capitali di Cosa nostra. Nel 2018, l’incarico da parte di Snaitech per aprire altre agenzie.

DI SALVO PALAZZOLO

Nel giro di dieci anni è diventato uno dei “re” delle scommesse in Sicilia. L’imprenditore Salvatore Rubino macinava un progetto dietro l’altro, per la creazione di nuove società ed agenzie. E, adesso, sappiamo come faceva: poteva contare sui soldi delle famiglie mafiose, che gli affidavano tanti capitali da investire. Lui, naturalmente, non si esponeva: a fare da tramite con i clan era un suo amico di vecchia data, Francesco Paolo Maniscalco, che già aveva avuto guai con la giustizia, proprio per associazione mafiosa, ma dopo il carcere aveva provato a ripulirsi. Tagliando frequentazioni imbarazzanti e facendo una vita ritirata. Le mosse di Rubino e Maniscalco non sono però sfuggite agli investigatori del Gico del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo. Microspie e intercettazioni hanno svelato le mosse dell’ultimo “re” del gioco e dei suoi complici.

Rubino, che ha 59 anni, aveva grandi entrature romane nel mondo delle scommesse. Così scrive il gip Walter Turturici nell’ordinanza di custodia cautelare che ha fatto scattare gli arresti: “Salvatore Rubino ha assunto negli anni un prestigio imprenditoriale tale da consentirgli un ruolo di assoluto rilievo tra gli operatori nazionali, in particolar modo con riferimento al comparto dell’esercizio dell’attività di raccolta delle scommesse sportive. Ne costituisce un importante riscontro il rapporto instaurato con i vertici di alcune tra le più importanti aziende concessionarie dei Monopoli, tra tutte Snaitech spa, con i quali Rubino ha intrattenuto costanti rapporti commerciali ed un dialogo diretto con l’amministratore delegato e, soprattutto, con i più alti dirigenti tra i quali in primis il direttore commerciale nazionale”. Nessuno sospettava di Rubino, che dalla prima concessione ottenuta dai Monopoli, nel 2007, con la “Bet for Bet”, aveva iniziato a intessere una rete di relazioni e investimenti. Tanto era diventato un nome nel settore, che nell’agosto 2008 Snaitech gli aveva affidato l’incarico di procacciatore di nuove agenzie con un contratto di mandatario.

In realtà, all’inizio, non c’erano buoni rapporti fra Rubino e il direttore delle vendite di Snaitech, Pierpaolo Antonelli. L’imprenditore palermitano lo considerava un “acerrimo nemico”. Perché, spiegano i magistrati, “aveva impedito alla holding Rubino l’apertura di nuove agenzie”. Era il 2015. Rubino non si rassegna, partecipa alla più importante fiera del settore, la “Fiera Enada primavera”, che si tiene ogni anno a Rimini. E le cose sembrano cambiare dopo alcuni colloqui nello stand Snaitech. Al telefono, l’imprenditore si dice soddisfatto. Racconta ai suoi collaboratori di avere avuto un “incontro ravvicinato” con Antonelli. E dopo, il funzionario avrebbe cambiato atteggiamento. Rubino esultava: “Comunque con Snai… stiamo arrivando che la prossima settimana scende Antonelli… ci perdiamo due, tre giorni. E poi comandiamo noi. Stop”. Il “re” del gioco puntava a gestire non solo le agenzie ottenute grazie alle concessioni, ma anche tante agenzie Snai. 

Fonte:https://rep.repubblica.it/

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