Rosarno: è pulizia etnica. Vergogna!

Rosarno, la nostra Africa

Chiamiamo le cose con il loro nome. Diamo ai fatti il peso che hanno. A Rosarno, siamo andati molto vicini ad un caso di ‘pulizia etnica’! Lo Stato, latitante in Calabria, ha fatto prelevare nottetempo centinaia di persone, dalla pelle nera, colpevoli di qualsiasi cosa si voglia dire, responsabili anche di essere stati trattati come bestie per anni, nell’indifferenza totale e con la complicità di chi avrebbe dovuto sorvegliare, controllare, impedire, sono state prelevate, caricate sui pullman cacciate via. Senza il loro consenso. Disperse altrove

Questa cosa accade in Italia per la prima volta. Chiamatela voi come volete. Ma è un fatto gravissimo. Senza precedenti. tanto più che ho sentito sul posto i cittadini di Rosarno dire : “quei ragazzi lavoravano come matti. E a noi non hanno mai fatto alcun male. Se tra loro c’era qualche scalmanato, bastava intervenire. Ma la grande maggioranza non ci ha mai fatto del male”.
A chi facevano del male i ‘negri’ di Rosarno? Cosa è successo di tanto grave , in pochi giorni, per trasformare Rosarno in una sorta di inferno?

Intanto ci sono più di un dubbio che diventano una pista investigativa, che immagina che ci sia una provocazione dolosa alla base delle violenze di Rosarno, finalizzata da un lato a distogliere l’attenzione sulle bombe poste a Reggio Calabria, e dall’altra a evitare di corrispondere ai lavoratori il dovuto per il lavoro di raccolta. E’ davvero così? Vedremo cosa concluderà la magistratura inquirente
A detto riguardo, con apposita interpellanza urgente, ho chiesto al Ministro degli Interni se ha impartito opportune direttive affinché i lavoratori stranieri siano ascoltati per sapere presso quali datori di lavoro hanno svolto attività lavorativa e se tale lavoro fosse svolto in condizioni di irregolarità, al fine di agevolare l’avvio delle doverose azioni in sede penale. Ovvero: quale azione ulteriore intenda assumere per colpire il racket dello sfruttamento.
Da sapere anche, se le Autorità competenti, gli Uffici dello Stato e le Forze dell’Ordine abbiano mai condotto un’indagine sui territori interessati, in merito all’utilizzo delle forze lavoro irregolari, se non in condizioni di clandestinità.
Possibile che nessun Ufficio dello Stato fosse a conoscenza di qualcosa, di una violazione di Legge, di abusi, irregolarità, violenze che da anni sappiamo tutti si compiono in molte zone della Calabria?

Quante immagini di disperazione e di angoscia. E quanta Calabria c’è in questa Africa che ricompare d’improvviso e turba i sogni di un Paese distratto.
Loro, gli africani di Rosarno, erano lì da sempre. Servi, schiavi, bestie che fanno ciò che i calabresi, gli italiani, da tempo non fanno più. E lo fanno a poco prezzo, senza alcun diritto, senza alcuna pretesa. Anche 14 ore di lavoro consecutive, poi giù nel profondo della nostra miseria, rinchiusi come bestie, maltrattati come schiavi.
Sono i calabresi d’un tempo, quegli emigranti senza diritti che vagavano come fantasmi nel mondo che voleva farsi ricco al prezzo del loro sangue.
Sono la mano d’opera delle mafie, delle imprese mascherate, dei boss di periferia. Sotto lo sguardo indifferente, se non complice, dello Stato, dei cittadini.

La nostra Africa, la nostra coscienza sporca di gente per bene, di onesti cittadini, di riconosciuti cattolici, apostolici, romani, di bravi italiani che stuprano e ammazzano la vicina di casa, che calpestano i diritti degli altri, evadono il fisco, si drogano, si assentano dal lavoro, eleggono politici corrotti, convivono con mafia, la camorra e la ‘ndrangheta, che non vedono,non sentono, non parlano.

Franco Laratta, Deputato calabrese del Pd

(Tratto da Aprile Online)

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