Roma: se confermato, un brutto “caso”

Uno strano e brutto caso di corruttela a Roma, se confermato. La giunta comunale romana precedente lascerebbe in eredità alla nuova anomale torbidità amministrative sull’edilizia.

Corruzione in Campidoglio, indagati l’ex e l’attuale assessore all’urbanistica

L’inchiesta nasce dalla rinegozziazione dei contratti con la società Gemma che si occupa di condono edilizio

ROMA (4 maggio) – In cambio di favori garantivano il rinnovo di ricchi contratti di appalto. Questa l’accusa che i pubblici ministeri della Procura di Roma muovono all’attuale assessore all’urbanistica del Campidoglio, Marco Corsini, e al suo predecessore, Roberto Morassut. Nel fascicolo aperto dai pm, Sergio Colaiocco e Delia Cardia, sono iscritti anche il presidente e l’amministratore delegato della Gemma Spa Renzo Rubeo e Roberto Liguori. La Gemma è una Spa che per conto del Campidoglio si occupa, tra l’altro, di riorganizzare, informatizzare e accelerare le operazioni relative al condono edilizio.

Per Corsini i reati ipotizzati sono di corruzione e concussione, mentre per Morassut l’accusa è di corruzione. In base a quanto ricostruito dai magistrati romani, Corsini, in concorso con Rubeo e Liguori, dal gennaio 2009 ad oggi avrebbe disposto la proroga del contratto di appalto di due anni per la società Gemma con un aumento dell’appalto di 48 milioni «a fronte di un massimo di 18 milioni previsto per legge». In cambio l’assessore avrebbe ottenuto l’assunzione di personale da parte della Gemma che veniva distaccato nel suo staff. Secondo i pm, il contratto sarebbe stato prorogato nonostante la Spa non avesse «mai raggiunto gli obiettivi fissati nel capitolato speciale d’appalto». Per ovviare a questa carenza, secondo quanto scrivono i pm, Gemma «negli anni ha sempre ricevuto significativi emolumenti dal Comune previa riduzione degli obiettivi convenzionalmente riconfigurati più volte, quantitativamente e qualitativamente, sulla base dei risultati realmente conseguiti che sono sempre stati di gran lunga inferiori a quelli originari».

L’esponente del Pdl è, inoltre, accusato anche di concussione perchè tra il novembre e il dicembre dello scorso anno avrebbe cercato di costringere Paolo Cafaggi, direttore dell’ufficio condono edilizio a firmare la proroga del contratto della Gemma. Obiettivo non raggiunto «per il fermo rifiuto di Cafaggi cui seguiva la rimozione dello stesso dall’incarico».

Per quanto riguarda Morassut, secondo i pubblici ministeri, tra il novembre 2005 e il febbraio 2008, avrebbe agevolato la Spa rinegoziando il contratto di appalto in cambio «dell’assunzione di almeno quattro persone che, in assenza di titolo, hanno effettuato prestazioni lavorative nel suo staff retribuite dalla Spa per un totale di circa 500 mila euro».

Dalle carte delle indagini emerge, inoltre, l’insufficiente attività della Gemma che, secondo quanto afferma l’accusa, non avrebbe mai raggiunto gli obiettivi prevista dal contratto d’appalto. Tra il 2006 e il 2009 la Gemma avrebbe rilasciato 11.602 titoli in sanatoria a fronte di un obiettivo per il quadriennio di 60mila pratiche. Alla fine del 2009, dopo la seconda rinegoziazione voluta dall’assessore all’urbanistica Corsini (la prima era stata voluta nel giugno 2007, dall’allora assessore Morassut), non avendo ancora una volta la Gemma raggiunto gli obiettivi prefissati, l’assessore ha fatto approvare dalla Giunta comunale una delibera con cui si formulava «apposito indirizzo al nuovo direttore dell’Uce per effettuare il pagamento della parte del ‘corrispettivo di importo corrispondente alla metà delle pratiche necessarie all’emissione di uno stato avanzamento lavori», pari a settemila pratiche. Grazie a questa ulteriore deroga all’appalto nel mese di gennaio scorso è stata liquidata «la somma di tre milioni di euro alla Gemma spa».

(Tratto da Il Messaggero)

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