Roma nella morsa della criminalità. E il Prefetto dice che… la criminalità non desta preoccupazioni (sic). Trasferitelo subito

Il luglio “nero” nella capitale tra omicidi e agguati in strada

L’ultimo mese segnato da un’escalation di violenza in città. Dalla morte di Flavio Simmi ucciso a colpi di pistola in Prati al pestaggio del musicista Alberto Bonanni nel rione Monti fino al delitto in pieno giorno a Torrevecchia di Simone Colanesi. E si riaccende la polemica sulla sicurezza a Roma

E’ stata una notte violenta quella appena trascorsa a Roma e provincia: sul Grande raccordo anulare un pregiudicato di 40 anni è stato ucciso dalla polizia durante un’inseguimento dopo che aveva litigato con la ex fidanzata, mentre ad Artena, comune a circa 50 chilometri dalla capitale, due uomini, di 58 e 45 anni, sono stati prima uccisi e poi bruciati. Un terzo cadavere è stato invece ripescato nel Tevere. La lunga scia di sangue che ha segnato gli scorsi mesi si allunga sempre più: sono nove le vittime dei più cruenti episodi di violenza avvenuti negli ultimi 30 giorni. E ogni volta si riaccende la polemica politica sulla sicurezza in città e sulla presenza sempre più massiccia della criminalità organizzata. Proprio ieri la Provincia di Roma ha deciso che si costituirà parte civile nei processi contro le attività criminose di stampo mafioso. E sempre ieri il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha sostenuto che nella capitale ”c’è una realtà con cui confrontarsi”: la possibilità, per le mafie, di trovare ”mercati facili, dove nascondersi e mimetizzarsi”.

Agli agguati si aggiunge anche la violenza urbana, come nel caso del musicista Alberto Bonanni, di 29 anni, che il 28 giugno scorso è stato pestato e ridotto in fin di vita nel rione Monti per una banale lite. Da allora è ricoverato in coma in ospedale, mentre cinque persone si trovano in carcere.

Il tragico mese di luglio di Roma parte il 5 luglio: alle 9.30 nel centrale quartiere di Prati, Flavio Simmi, romano di 33 anni, viene crivellato in strada da sette colpi sparati da due persone in moto, sotto gli occhi della sua compagna. A febbraio scorso il giovane aveva avuto un primo avvertimento: era stato gambizzato davanti alla gioielleria di famiglia nelle vicinanze di Campo de’ Fiori. Il padre della vittima era stato coinvolto nel 1993 nell’operazione ”Colosseo” contro la Banda della Magliana e poi scagionato da ogni accusa.

La sera del 10 luglio in via Diego Angeli, nella zona di Casal Bruciato, Giulio Saltalippi, romano di 33 anni, con precedenti, è vittima di un agguato: viene ferito da quattro colpi di pistola calibro 9×21. Per gli investigatori l’obiettivo era ucciderlo, ma i suoi attentatori hanno mancato il colpo letale. Il 23 luglio muore, dopo un mese trascorso in ospedale, Massimiliano Cicolani, romano di 38 anni. Era stato aggredito con una spranga da cinque persone, lasciato sull’asfalto senza giubbotto e derubato del portafoglio e cellulare. La vittima conosceva i suoi aggressori e la sera del 3 maggio si era dato appuntamento con loro a Tor Vergata.

Il 27 luglio un nuovo agguato in strada in pieno giorno. A morire è Simone Colanesi di 30 anni, vittima di una raffica di proiettili calibro 12 sparati da una Magnum 44 in via Pietro Bembo a Torrevecchia. Il giorno precedente aveva avuto una lite.

Proprio per rendere Roma più sicura – così come richiesto dal sindaco Gianni Alemanno al ministro dell’Interno Roberto Maroni – tra agosto e settembre, arriveranno a Roma 300 carabinieri e 60 poliziotti in più.

(Tratto da Repubblica – Roma)

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