Roma. Abusi edilizi. Lo scandalo si allarga. Condono anche per case non sanabili. L’inchiesta della Procura

ROMA – Abusi edilizi e condono, imminenti le richieste di rinvio a giudizio. La procura di Roma ha chiuso le indagini sulla Gemma srl, società che sino al giugno 2010 ha gestito le pratiche per il Campidoglio. I pm Sergio Colaiocco e Perla Lori a giorni chiederanno un processo per l’ assessore all’ Urbanistica della giunta Alemanno, Marco Corsini, il presidente di Gemma, Renzo Rubeo, già indagato per bancarotta e con beni sotto sequestro, e contro altre quattro persone. I reati vanno dalla concussione alla frode nelle pubbliche forniture. Basti pensare che con le ultime due fatture il Campidoglio ha liquidato sei milioni di euro per settemila pratiche «mai fatte». I magistrati hanno accertato che le quelle concluse sono state 1.659. E adesso il Campidoglio denuncia di aver rilevato «anomalie nelle pratiche Gemma». Questa è soltanto una tranche di una più grossa inchiesta su abusi edilizi e condono, la procura di Roma ha sviluppato diversi filoni di indagine, molti dei quali già conclusi. Come quello su vip e calciatori. In qualche caso ci sono state citazioni a giudizio, altre volte attori, imprenditori, star dello sport hanno chiuso i procedimenti pagando contravvenzioni. A volte sono state fatte demolizioni. La scorsa estate dalle dichiarazioni di alcuni indagati sarebbero emerse brecce nel sistema informatico per la gestione delle sanatorie. La guardia di finanza ha confermato che all’ ufficio condoni del Comune di Roma la rete «ha diverse falle da dove si può entrare per cambiare dei dati senza lasciare traccia». Condonando di fatto abusi mai sanati. Il pm Nicola Maiorano segue l’ ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico. Adesso gli investigatori stanno controllando 5.000 istanze di condono per immobili al centro di Roma, presto seguirà il sequestro di altre 6.000 pratiche. Ma in città le ruspe tacciono. Non si demoliscono i dodicimila manufatti «insabbiati» dal Campidoglio. E nemmeno gli abusi segnalati. In media ne vengono scoperti sei al giorno. Secondo una ricerca del Cresme, nel periodo 2004-2009 è stata rilevata nella capitale un’ illegalità fatta di 14 mila verande, terrazzini, pensiline, tettoie, gazebo, piccoli e grandi ecomostri nei parchi. «Eppure dall’ aprile dello scorso anno – afferma Esterino Montino, ex assessore all’ Urbanistica di Roma adesso senatore – le demolizioni sono ferme». Il motivo lo spiega Andrea Catarci, presidente dell’ undicesimo municipio, quello del parco protetto dell’ Appia Antica, uno dei più martoriati. «La prima cosa che ha fatto Alemanno da sindaco – dice – è stato smantellare l’ ufficio anti abusivismo guidato da Massimo Miglio. Eppure funzionava, siamo riusciti a tirare giù un intero piano della villa di un big come Luciano Gaucci, ex presidente del Perugia calcio». Infatti sotto le giunte Rutelli e Veltroni sono stati abbattuti un milione di metri cubi abusivi e fatte 320 demolizioni. «Ora – conclude Catarci – ci succede che pur avendo le carte pronte, il Comune non dà il via libera. Per la lotta all’ abusivismo non c’ è un euro. Non ho più visto ruspe nel parco dell’ Appia Antica».

FABIO TONACCI e ELSA VINCI

(Tratto da Repubblica)

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