Risposta della Caponnetto al Sindaco di Terracina

LA RISPOSTA DELLA “CAPONNETTO” AL SINDACO DI TERRACINA

Non è la prima volta che alcuni amministratori pubblici, anziché apprezzare il lavoro fatto dalla “Caponnetto”, l’attacchino e la critichino, falsandone le finalità.

E’ già capitato a Santa Marinella, ad Ardea, a Fondi ed ora a Terracina, i cui Sindaci hanno mostrato disappunto ed insofferenza per l’operato della nostra Associazione. E, questo, un buon segno perché vuol dire che colpiamo nei posti giusti.

L’operato della “Caponnetto”, secondo il Sindaco di AN di Terracina, sarebbe condizionato dal fine di “raccattare, forse, qualche voto in più fra quattro anni ai partiti che la sostengono “?. Pure farneticazioni di chi disconosce completamente i fini che ci ispirano ed il lavoro che quotidianamente facciamo da anni in tutto il Lazio e, in particolare, in provincia di Latina.

Noi non abbiamo sponsor politici. Lo abbiamo sancito nello Statuto e la realtà evidenzia, purtroppo, una dilagante ostilità nei nostri confronti, a destra come a sinistra. Un segnale, questo, estremamente inquietante e significativo… Noi siamo contro le mafie, tutte le mafie, soprattutto contro quelle che si annidano nei partiti e nelle istituzioni. Non ci interessa se esse siano appoggiate da personaggi di sinistra o di destra. Le mafie non hanno colore politico.

Il Sindaco di Terracina nega l’evidenza. Sappiamo benissimo qual’è la realtà dell’intero territorio perché lo stiamo monitorando da anni. Realtà che evidentemente egli non conosce e, quel che è più grave, nemmeno si forza di immaginare.

Se il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina avesse disposto, come la “Caponnetto” chiede da anni invano, indagini approfondite sull’”origine” dei capitali investiti a Terracina e dintorni nei settori, soprattutto, del commercio e dell’edilizia, avremmo un quadro più esaustivo della drammaticità della situazione relativa al livello di penetrazione mafiosa nel tessuto economico e sociale terracinese. Sono, queste, analisi che, a quel che appare, sfuggono completamente all’attenzione del Sindaco di Terracina. Le sue analisi si limitano alla criminalità comune e non vanno oltre. E quanto fanno tutti gli osservatori superficiali che non si rendono conto di quanto sia subdolo, silenzioso, sottile l’operato della criminalità organizzata, delle mafie, cioè, che investono, comprano, costruiscono, utilizzando spesso prestanome “puliti”.

Un Sindaco accorto ed amante della sua città –una città, peraltro collocata su un territorio notoriamente infestato dalla criminalità organizzata qual’è quello pontino- dovrebbe essere attento ai segnali di allarme, anche più insignificanti all’apparenza, dalle residenze anagrafiche, alle provenienze geografiche di quanti chiedono concessioni ed autorizzazioni varie. Tutte cose, queste, che non interessano, a quanto appare, al Sindaco di Terracina, che, al contrario, preferisce prendersela semplicisticamente con gli extracomunitari che, a suo dire, sono responsabili di tutti gli atti criminali. Una lettura comoda e riduttiva, oltreché deviante.

Un Sindaco al quale ci permettiamo di dare un consiglio: cominci a calarsi di più nella realtà, anziché parlare ex cattedra, parlando di tanto in tanto con i cittadini e, soprattutto, con i piccoli operatori commerciali ed imprenditori terracinesi e con le loro organizzazioni e consultando a Latina i registri della compravendite immobiliari e dei vari passaggi proprietari.

LA SEGRETERIA

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