Risposta al quotidiano “La Provincia” del 24/8/06 sulla situazione esistente nella Prefettura di Latina

24/08/06

NON C’E’ ALCUN “LIVORE” DELLA “CAPONNETTO” NEI CONFRONTI DELLA PREFETTURA DI LATINA, COME SOSTIENE L’ARTICOLISTA DE “LA PROVINCIA”. CI SONO SOLAMENTE ANNI DI INADEMPIENZE E DI NEFFICIENZE IN PARTE DOVUTE ANCHE A COMPORTAMENTI DI TALUNI DIRIGENTI

E’ semplicistico attribuire alla “Caponnetto” la responsabilità di comportamenti di “livore” nei confronti della Prefettura di Latina per”; anni di non rapporto tra Prefettura ed Associazione sul tema del contrasto alla criminalità organizzata”, come annota R. R. su “La Provincia” del 24 agosto 2006.

Si leggano bene le note della “Caponnetto”cui fa riferimento il redattore, note dirette al Ministro Amato e nelle quali si fa riferimento ad una serie di inadempienze ed ad una situazione interna a quel presidio veramente preoccupante per l’immagine che questa Istituzione importantissima propone all’esterno.

Sarà perché all’interno di questa Prefettura c’è troppa gente che, ai livelli dei massimi vertici, sta a Latina da decenni in virtù di quel “meccanismo della “raccomandazione” politica o di altra natura, poiché è fortemente condizionante per il corretto svolgimento delle normali funzioni, per chi ovviamente non vi ricorre, oltre che sleale e scorretto (A tal proposito sono stato partecipe di un colloquio, per motivi di lavoro, unitamente alla D. ssa Maglione, alla presenza del Sen. Riccardo Pedrizzi, il quale esprimeva viva soddisfazione per l’incarico attribuito alla D. ssa Buzzanca, in occasione del commissariamento del Comune di Roccasecca dei Volsci. Ho ascoltato dalla viva voce di Reppucci, di talune telefonate fatte al prefetto La Rosa di raccomandazione per la Buzzanca in questa ed in altra occasione. In proposito sono pronto a rispondere personalmente di tali affermazioni in ogni sede, perché sono veritiere e supportate da testimonianze) ”, come ha scritto in una nota del 26. 4. 06 il Dr. Vincenzo Nugnes.

Il Ministro Amato, dopo gli opportuni, rigorosi accertamenti, dovrebbe provvedere a disporre gli abituali avvicendamenti che sono sempre avvenuti, in altre sedi d’Italia, ad evitare possibili collusioni fra vertici istituzionali ed esponenti politici della parte politica che governa il territorio.

Da tempo la “Caponnetto” sta chiedendo invano alla Prefettura di Latina di nominare Commissioni d’accesso presso alcuni comuni della provincia di Latina-SS. Cosma e Damiano (della cui situazione si occupano in un rapporto di circa 50 pagine alla Procura di Latina i Carabinieri di Minturno) -Sabaudia (per la cui situazione proprio in questi giorni la magistratura ha disposto severi provvedimenti a carico di amministratori e tecnici comunali) -Gaeta-Fondi ecc.

Da tempo la “Caponnetto” sta chiedendo, ancora invano, alla Prefettura l’applicazione delle direttive impartite dall’ex Ministro Napolitano, ora Capo dello Stato, circa la nomina di un magistrato della Direzione Nazionale Antimafia nella Commissione provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico (i reati associativi di stampo mafioso sono di esclusiva competenza della DDA e non sono, quindi, censiti dalle Procure territoriali. Di conseguenza, le statistiche compilate dalla Prefettura e relative ai reati commessi nella Provincia non possono essere complete).

Oggi si aggiungono le situazioni ed i fatti da noi-e non solo- denunciati, dopo seri accertamenti da noi svolti; l’inefficacia della strategia di contrasto nei confronti della criminalità, comune ed organizzata e così via.

ASSOCIAZIONE REGIONALE LAZIO PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE
“ANTONINO CAPONNETTO”

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