Risposta al Procuratore Italo Ormanni della DDA di Roma

COMUNICATO STAMPA

Ci hanno sorpreso ed addolorato le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Procuratore della DDA Italo Ormanni circa presunte lamentele delle Associazioni antimafia sul “mancato intervento della magistratura nella zona”.

Noi conosciamo gli sforzi fatti dai magistrati della DDA nell’azione di contrasto della criminalità organizzata nel Lazio, ne apprezziamo il lavoro che essi svolgono pur in un mare di difficoltà di ogni genere. Non ci siamo mai permessi di criticarli. Anzi, non tralasciamo occasione per lodarne lo spirito di sacrificio e l’impegno.

Se qualche critica abbiamo fatto, essa era ed è rivolta non ai magistrati della DDA o della DNA, ma ad altri loro colleghi delle Procure locali.

E, al riguardo, dobbiamo precisare che tali critiche derivano dal fatto che, almeno per quanto riguarda le situazioni delle province di Latina e di Frosinone, si è quasi sempre privilegiata un’azione di contrasto delle mafie guardando all’ala cosiddetta militare di questa e non, come dovrebbe essere, a quella economica, degli investimenti, delle collusioni con il mondo della politica e delle istituzioni. In provincia di Latina, ad esempio, tolte pochissime (Canori e Micalusi) inchieste di natura patrimoniale, non risulta che si siano affrontati altri casi che riguardano massicci investimenti “sospetti” operati a Fondi, Sperlonga, Formia, Minturno, Terracina, Latina e così via da parte di soggetti provenienti per lo più dalla Campania. A Gaeta, ad esempio, come in altre città, oltre ai capitali già immessi nel mercato immobiliare, se ne paventano fra poco altri molto cospicui. Malgrado l’allarme da noi lanciato da tempo, non sembra che si siano avviate indagini sull’individuazione dei veri soggetti che opereranno tali investimenti e sulla “provenienza “ di questi.

La stessa situazione si sarebbe creata a Fondi se la Regione Lazio non avesse pensato di istituire il Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi.

Sappiamo che ci sono carenze a livello investigativo, la cui responsabilità non è attribuibile alla Magistratura, ma al potere esecutivo ed al mondo della politica.

Sappiamo anche, però, se dai Procuratori locali non partono gli input verso i vertici provinciali delle forze dell’ordine, non saranno questi ad elaborare strategie di contrasto più efficaci.

LA SEGRETERIA REGIONALE

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