Rione Traiano, armi e droga sequestrate nel fortino dei clan

Il Mattino, Lunedì 4 Luglio 2016

Rione Traiano, armi e droga sequestrate nel fortino dei clan

di Giuseppe Crimaldi

La parola d’ordine è un nome che viene gridato dalle vedette a squarciagola. Da angolo di strada a angolo di strada i ragazzi urlano: «Mario! Mario!». È il segnale che viene dato ai pusher che stanno lavorando lungo i viali del Rione Traiano vendendo cocaina, hashish e marijuana. Sono solo le quattro del pomeriggio, ma qui gli affari di droga si svolgono ventiquattr’ore su ventiquattro.

Cronache dalla Gomorra reale. Nei fortini dei clan che si combattono a colpi di omicidi, ferimenti e «stese» diurne e notturne, qui a Soccavo, scorrono i fotogrammi di una realtà che supera la fantasia. In azione entrano i militari dell’Arma: quelli del nucleo operativo della compagnia di Bagnoli, agli ordini del capitano Nicola Quartarone, con i colleghi del Radiomobile, guidati dal maggiore Alessandro Dominici. Una «picchiata», come si dice in gergo: un blitz che riuscirà a chiudere il cerchio intorno a una delle più affollate piazze dello spaccio e che si concluderà con lo smantellamento di un vero e proprio supermarket di stupefacenti. I carabinieri sfruttano l’effetto sorpresa, e così gli spacciatori e le vedette, che pure si sono passate la voce, riescono a dileguarsi ma sono costrette ad abbandonare in alcuni condomini quasi un chilo di cocaina e oltre cento grammi di «fumo». Ma non è finita. Perché i militari della compagnia di Bagnoli riescono a trovare anche – nascosti in alcuni contatori dell’elettricità all’interno di un palazzo di via Tertulliano, 240 proiettili. Sì, proiettili di vario calibro (40, 357 magnum, 9, 7 e 65) pronti all’uso. E la scoperta non fa altro che confermare i volumi e la potenza di fuoco pronta a essere utilizzata anche alla luce del sole da bande di giovani delinquenti pronti a tutto.

Il blitz dei militari dell’Arma era iniziato in via Vicinale Palazziello. Nel regno del clan Vigilia, che si affrontano senza esclusione di colpi con il cartello rivale dei Sorianiello (a loro volta alleati dei gruppi Giannelli-Romano). I carabinieri salgono sui tetti delle palazzine popolari che sembrano essere state ideate e costruite come veri e propri fortini, e questo è uno dei paradossi che si trasforma in un potentissimo alleato per i camorristi. L’urbanistica di ampie zone di Soccavo – come accade anche a Scampia e a Ponticelli – sembra disegnare vie di fuga ai delinquenti impossibili da bloccare anche se dal cielo arriva l’ausilio di un elicottero. Ma l’esperienza dei carabinieri è in grado di bypassare anche gli escamotage logistici di una zona impervia e difficile da penetrare. E così i militari riescono a individuare anche quello che è stato con ogni probabilità un «covo» poco prima utilizzato dai camorristi per un summit. Su una delle pareti i pregiudicati avevano installato anche un sofisticato sistema di videosorveglianza che – utilizzando telecamere esterne – teneva sotto controllo la strada mettendoli in guardia da spiacevoli sorprese.

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