Ringraziamenti e considerazioni dopo il convegno del 4 giugno a Gaeta. Malgrado la diserzione della politica, di destra come di sinistra, l’incontro è riuscito. Ed alla grande!

LO PRECISIAMO ANCORA UNA VOLTA: NEI CONFRONTI DELLA CONSIGLIERA COMUNALE DI FORMIA E DI TUTTI GLI ALTRI CHE CHIEDONO LA STESSA COSA NON E’ “POLEMICA”. ANZI, E’ ESATTAMENTE IL CONTRARIO!!! NOI RITENIAMO CHE, IN UNA SITUAZIONE DEGRADATA IN CUI LE MAFIE STANNO OCCUPANDO TUTTI GLI SPAZI DELLA VITA ECONOMICA E POLITICA DEL TERRITORIO, NON BASTANO GLI “OSSERVATORI” E LE “COMMISSIONI”, VISTI I PRECEDENTI, MA, AL CONTRARIO, BISOGNA PASSARE ALLA FASE DELLA “DENUNCIA” DI FATTI E NOMI SPECIFICI!!! BISOGNA USCIRE, INSOMMA, DALLA GENERICITA’ ED AIUTARE FORZE DELL’ORDINE E MAGISTRATURA NEL LAVORO DI INCHIESTA. PUNTO E BASTA! GLI “OSSERVATORI” E LE “COMMISSIONI” NEL LAZIO ANDAVANO BENE 20 ANNI FA. OGGI, CONSIDERATA LA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE, SI RISCHIA, CON ESSI SOLAMENTE, DI FARE SEMPLICEMENTE RETORICA, CHE NON SERVE, PERALTRO, A NIENTE, SOPRATTUTTO SE SI VERIFICA, COME SPESSO ACCADE, CHE QUEGLI ORGANISMI POTREBBERO ESSERE COMPOSTI ANCHE DA POLITICI SUB IUDICE

Non perdiamoci in chiacchiere e non facciamo in modo di rischiare di affidare la custodia degli agnelli ai lupi.

Non c’è bisogno di costituire “Osservatori” e “Commissioni”, almeno nel Lazio, composti, peraltro, da taluni politici o da soggetti da questi indicati che potrebbero essere sospettati di collegamenti con ambienti malavitosi.

Noi apprezziamo la sensibilità di Maria Rita Manzo e di quanti altri si dedicano in una maniera o nell’altra a dare un contributo nell’azione di contrasto delle mafie.

Noi abbiamo scelto un altro campo di azione, quello dell’inchiesta e della denuncia, perché riteniamo che quello della sensibilizzazione e dell’informazione generica non serve a granché in una situazione deteriorata quasi al 100%. Stiamo parlando del Lazio e, in particolare, del sud del Lazio, Latina e Frosinone.

Lo abbiamo detto migliaia di volte: non bisogna assolutamente lasciare sole magistratura e forze dell’ordine nell’azione di contrasto della criminalità organizzata!

Già queste sono gravate da mille incombenze ed impedite in mille maniere nell’operare, come dovrebbero e vorrebbero, da una legislazione e da atti di governo che quotidianamente ne limitano una piena operatività.

Se ci mettiamo anche noi, quelle poche persone che si dichiarano sensibili ai problemi della legalità e della giustizia, ad offrire ad esse un aiuto che è solamente teorico, il quadro diventa veramente drammatico.

Oggi il Paese –la nostra Regione, soprattutto – è devastato dalla presenza mafiosa che riesce sempre più a condizionare la vita politica, economica e sociale.

Non bastano più, quindi, le parole. Bisogna passare ai fatti.

Come?

Abbiamo citato il lodevole lavoro fatto dalla Casa della Legalità di Genova.

I loro suggerimenti. Li abbiamo riportati sul nostro sito. Basta leggerli.

Le loro proposte.

Li abbiamo citati nella nostra introduzione al convegno del 4 giugno a Gaeta.

Un convegno che ha visto la partecipazione di 3 valenti magistrati, inquirenti e giudicanti, di Roma, Santa Maria Capua Vetere e Latina.

Una partecipazione che ha avuto una valenza, un significato.

Non parliamo di una sorta di richiesta di aiuto.

E noi non possiamo deluderli, perché deluderli significherebbe deludere questo Paese e questi territori disgraziati.

Queste sono cose serie e non si può scherzare.

La situazione bisogna saperla leggere.

Noi abbiamo invitato a partecipare all’incontro-dibattito – lo possiamo dire oggi a fatto compiuto – ben 8 parlamentari della Commissione Parlamentare Antimafia (Pisanu, Granata, Napoli del PDL, Li Gotti e Di Pietro dell’IDV, Lumia, Veltroni, Garavini del PD.

Ci hanno risposto Napoli, Di Pietro e Garavini, comunicandoci di essere impegnati.

Gli altri non ci hanno nemmeno risposto.

Un segnale.

Ci ha risposto positivamente solamente il Sen. Pedica, dell’IDV, che è stato da noi invitato, pur non facendo parte della Commissione Parlamentare Antimafia, per le sue battaglie coraggiose condotte nelle vicende di Fondi ed anche dopo.

E, perciò, gliene siamo grati.

Come siamo grati al Governatore delle Puglie Nichi Vendola che ci ha inviato un messaggio caloroso di auguri e di vicinanza per quello che facciamo.

Ma c’è un altro dato inquietante.

L’incontro si è svolto a Gaeta e non ha sentito il bisogno di parteciparvi nemmeno il Sindaco di Gaeta, che pure, all’atto del suo insediamento, ha tanto tuonato contro la mafia.

E a dire che era stato invitato, come tutti gli altri Sindaci del territorio circostante!

Ecco “l’antimafia parolaia” alla quale noi facciamo sempre riferimento!

Chiacchiere sopra a chiacchiere!

Nessun Sindaco del circondario: Gaeta, Formia, Itri, Minturno, Fondi, Sperlonga, Itri, Castelforte, SS. Cosma e Damiano.

Leggiamo ed interpretiamo queste assenze!

Eppure erano stati invitati tutti, con lettere e con manifesti affissi dappertutto, con comunicati stampi ai quali alcuni giornali – Latina Oggi e Lazio TV, in particolare, che ringraziamo –hanno dato ampio risalto.

Lasciamo il giudizio a chi legge, soprattutto sull’assenza del Sindaco e degli amministratori tutti – di maggioranza e di minoranza – della città ospitante, Gaeta.

Questa è la classe politica che dovrebbe esprimere e comporre gli “ Osservatori” e le “ Commissioni” di cui parla Maria Rita Manzo???

Stiamo freschi!

Per noi, comunque, è andata bene così.

Grazie al Prefetto di Latina che ha mandato un vice Prefetto in sua rappresentanza.

Grazie al Direttore della DIA Gen. Girone che ha mandato un funzionario del Centro Operativo DIA di Roma.

Grazie a quei pochi consiglieri comunali di Fondi-Bruno Fiore ed Enzo Trani – e di Itri, al segretario del PD di Minturno, ai dirigenti di Sinistra Ecologia e Libertà di Gaeta che sono intervenuti.

Grazie a quelle persone- un paio di centinaia e non è poco in un incontro non politico e in cui si parla solamente di mafie- che sono venute quasi tutte da Roma, Sabaudia, Latina, Terracina, Ventotene, Frosinone, Formia.

Assenti al completo, tolta la Polizia di Stato di Formia e Gaeta, le altre forze dell’ordine.

Un bel segnale (si fa per dire).

Un grazie particolare alla nuova Procura della Repubblica di Latina, intervenuta con la Dr. Falcione ed agli altri Magistrati intervenuti, Lello Maggi e Rosamaria D’Antonio.

Grazie al SILPCGIL.

Da oggi sappiamo con chi possiamo continuare a lavorare contro le mafie e per un Paese più civile e democratico.

Il nostro intento, che era quello di accendere i riflettori sul Basso Lazio e di mettere a confronto magistrati, politica e mondo dell’informazione, lo abbiamo raggiunto.

E, non vogliamo essere tacciati di presunzione, anche alla grande.

Malgrado la diserzione della classe politica…

Ma questa non è una novità…

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