“Rinascita-Scott”, la Dda chiede la ricusazione del giudice Macrì

Rinascita-Scott”, la Dda chiede la ricusazione del giudice Macrì

Il presidente del collegio giudicante di Vibo, anni addietro, in veste di gip del Tribunale di Catanzaro, nella fase delle indagini preliminari di Rinascita-Scott, ha autorizzato un’intercettazione richiamando nelle motivazioni l’associazione mafiosa che investe tutto il maxi-procedimento

23 dicembre 2020, 9:13

CATANZARO La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiesto la ricusazione del presidente del collegio giudicante di Vibo Valentia, Tiziana Macrì, nell’ambito del processo “Rinascita-Scott”. Le ragioni risiederebbero nel fatto che (come già scritto dal Corriere) Tiziana Macrì, pochi anni addietro, in veste di gip del Tribunale di Catanzaro, nella fase delle indagini preliminari di Rinascita-Scott, ha autorizzato un’intercettazione richiamando nelle motivazioni l’associazione mafiosa che investe tutto il maxi-procedimento. E questo potrebbe rendere incompatibile Tiziana Macrì nel giudicare su tutto il processo Rinascita-Scott.
Spetta ora alla Corte d’Appello di Catanzaro decidere sull’istanza di ricusazione presentata dalla Procura. L’udienza di camera di consiglio è stata notificata a tutti gli avvocati difensori e si terrà il prossimo 8 gennaio davanti alla prima sezione penale della Corte d’Appello e ai difensori degli imputati nel maxi-processo.
La prima udienza di “Rinascita- Scott”, contro le cosche vibonesi, si terrà il 13 gennaio nella nuova aula bunker di Lamezia Terme. Oltre 300 gli imputati che dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi ed esplosivo, ricettazione, traffico di influenze illecite, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio aggravato, traffico di droga. (
ale. tru.)

fonte:https://www.corrieredellacalabria.it/

 

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