RINASCITA | Manzini: «Il 19 dicembre resterà una data storica per Vibo»

RINASCITA | Manzini: «Il 19 dicembre resterà una data storica per Vibo»

«L’operazione rappresenterà una esortazione al cambiamento per tutti i vibonesi», afferma il magistrato

26 dicembre 2019

«Il 19 dicembre 2019 resterà certamente una data memorabile nella storia della provincia di Vibo Valentia. Non solo per la monumentale operazione per la quale merita un grandissimo plauso la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata dal Procuratore Nicola Gratteri, ma perché mette a nudo il potere di una cosca che, sino ai primi anni del 2000 non era riconosciuta come tale». È questo il commento del magistrato Marisa Manzini all’operazione “Rinascita Scott” che lo scorso 19 dicembre ha decapitato le lecali di ‘ndrangheta del Vibonese capeggiate dalla famiglia Mancuso. Applicata alla Dda sul territorio di Vibo per diversi anni, il pm ripercorre la storia della lotta alla cosca di Limbadi.
«Data 2003 la prima operazione, conosciuta come operazione Dynasty, conclusasi con una sentenza, divenuta definitiva, che ha dichiarato l’esistenza della famiglia ndranghetistica Mancuso – racconta il magistrato –. Da allora, il gruppo, i cui capi sono stati detenuti per numerosi anni, ha continuato a mantenere il controllo del territorio attraverso altri adepti che hanno costantemente operato per infiltrare il tessuto amministrativo, politico e produttivo del territorio. Eppure, nei 16 anni che sono passati dall’operazione Dynasty, qualche voce sul territorio si era alzata e aveva avuto il coraggio di denunciare la strategia intimidatoria e aggressiva che il gruppo Mancuso quotidianamente metteva in atto sull’intera provincia. Qualcuno dopo avere sofferto e subito aveva denunciato. Sempre troppo pochi. L’operazione “Rinascita Scott” sono certa rappresenterà una esortazione al cambiamento per tutti i vibonesi. Ora come non mai, è utile ricordare le parole di Paolo Borsellino “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”». La Manzini è autrice di un libro edito da Ribbettino, “Fai silenzio ca parrasti assai” che prende spunto dalle parole che Pantaleone Mancuso le rivolse in aula durante un processo.

Fonte:https://www.corrieredellacalabria.it/

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