Rifornivano di cocaina i clan di Palermo, arresti a Latina

Rifornivano di cocaina i clan di Palermo, arresti a Latina

Latina – Operazione antimafia di Carabinieri e Dia in Sicilia con 85 indagati, coinvolti il narcotrafficante di Priverno Pietro Canori e due “corrieri” latinensi

La Redazione

05/07/2021 13:35

Ha interessato anche il territorio pontino la maxi operazione antimafia scattata all’alba di oggi, con i Carabinieri di Palermo e la Dia che hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare a 85 indagati, dei quali 63 sono finiti in carcere, 18 agli arresti domiciliari e 4 sottoposti ad obblighi di dimora, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, reati in materia di armi, droga, estorsione e corruzione.
Nell’inchiesta che ha permesso alla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo di ricostruire gli affari illeciti di cinque diversi gruppi mafiosi, è emerso che i clan siciliani si rifornivano di droga anche a Latina attraverso il noto narcotrafficante Pietro Canori, settantenne di Priverno, destinatario anche lui della misura cautelare, ma già detenuto per vecchi reati connessi proprio al traffico internazionale di droga.
Oltre a lui, nell’inchiesta siciliana figurano anche i due latinensi Alessio Antonacci e Stefano Carocci di 40 e 38 anni, per i quali è stato documentato il ruolo di corrieri: entrambi furono sorpresi a Latina, in due circostanze diverse nel febbraio di due anni fa, a girare in auto con ingenti somme di denaro a bordo, 270.000 euro circa nel complesso, soldi considerati i proventi delle cessioni di partite di droga. Il secondo poi è stato arrestato, lo scorso anno, ed è tuttora a giudizio per un arsenale composto di tre pistole che trasportava insieme a un altro nome eccellente del narcotraffico, episodio questo però estraneo all’operazione antimafia.

Tornando al blitz di oggi, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo – col supporto di unità cinofile, del nucleo elicotteri e dello squadrone cacciatori di Sicilia – ha operato contestualmente nelle province di Palermo, Trapani, Latina, Napoli, Roma e Nuoro dando esecuzione a 70 dei provvedimenti cautelari complessivi per imputazioni di associazione mafiosa (3 posizioni), concorso esterno in associazione mafiosa (1 posizione), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (5 organizzazioni individuate) e reati fine delle organizzazioni individuate: delitti di produzione (marijuana) e traffico di stupefacenti (marijuana, cocaina e hashish), ma anche reati in materia di armi e contro la pubblica amministrazione (corruzione di un agente della polizia penitenziaria in servizio presso il carcere Pagliarelli di Palermo).
Le attività – avviate d’iniziativa dalla Compagnia di Partinico nel novembre 2017 in seguito all’analisi delle possibili cointeressenze criminali tra Ottavio Lo Cricchio, imprenditore partinicese attivo nel settore vinicolo, e Michele Vitale di 53 anni, esponente della famiglia Vitale detta “Fardazza” storicamente egemone in seno al mandamento mafioso – si sono sviluppate per due anni in sinergia col Nucleo Investigativo del Gruppo di Monreale le cui attività sono state avviate nel febbraio 2018.
La ricostruzione degli assetti criminali ha permesso inoltre di rilevare gravi indizi di colpevolezza nei confronti, tra gli altri, di tre membri della storica famiglia Vitale: Giuseppa Vitale detta “Giusy” (in passato reggente del mandamento e poi collaboratrice di giustizia, attualmente non sottoposta al programma di protezione), la sorella Antonina e il figlio di quest’ultima Michele Casarrubia.
Le indagini – che non hanno beneficiato del contributo delle dichiarazioni di alcun collaboratore di giustizia – hanno permesso di esplorare le dinamiche criminali in atto nel mandamento mafioso di Partinico, documentando l’operatività di cinque associazioni finalizzate al traffico e alla produzione di stupefacenti capeggiate da personaggi già condannati per associazione mafiosa ovvero fortemente contigui a cosa nostra. Un gruppo, appunto, era quello promosso da Michele Vitale, l’altro quello proprio di Casarrubia e la madre Antonina Vitale, poi il gruppo promosso e diretto da Nicola Lombardo e Nunzio Cassarà, quindi il gruppo promosso e diretto dai fratelli Maurizio e Antonino Primavera, infine il gruppo promosso e diretto dai fratelli Gioacchino e Raffaele Guida, nonché da Massimo Ferrara e Angelo Cucinella, quuello che si rivolgeva proprio a Pietro Caroni per le forniture di coca.

Fonte:https://www.latinaoggi.eu/

 

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