Rifiuti tossici interrati a Pastena? Voci inquietanti: si archivia? E’ fondata tale notizia?

A volte basta uno sguardo o un sorriso sfuggente per intuire  cosa sta
pensando la persona che hai di fronte e se le sue parole sono  coerenti con
le
azioni che si appresta a compiere.
E’ già successo altrove e in altre vicende .
E’ già successo che  risulta difficile smascherare l’ipocrisia e svelare gli
inganni soprattutto quando pezzi dello stato coprono gli  interessi
indecifrati
e le logiche perverse  di gruppi  o apparati dediti al controllo e alla
gestione del potere politico  , dell’economia  e dell’informazione.
Potrebbe succedere  a Pastena con l’inchiesta sulla presenza di rifiuti
tossici nella discarica utilizzata dalla Tav circa un decennio fa.
Potrebbe avvenire che  le notizie a disposizioni degli inquirenti  anziché
condurre verso  l’acclamata “ verità”  siano deformate, sminuite,  oscurate,
giudicate inconsistenti fino a fornire  l’alibi per  una auspicata,
ricercata e
desiderata richiesta di archiviazione.
Potrebbe accadere che il ridimensionamento della storia a puro pettegolezzo
locale, a presunta lotta politica, a contrapposizione individuale produca
solo
false informazioni, pregiudizi e depistaggi  tanto da nascondere un
maldestro e
irriverente tentativo d’insabbiamento.
Non c’è al momento una conoscenza precisa ed approfondita della
fenomenologia
mafiosa e della sua ultraventennale  e illecita  gestione  del traffico dei
rifiuti tossici.
Non fanno parte del patrimonio culturale di massa le rivelazioni di
personaggi
di spicco della camorra che hanno svelato nei  tribunali la padronanza con
la
quale si sono appropriati degli appalti della tav e di come abbiano
interrato
migliaia di fusti contenenti sostanze tossiche nel sud pontino  e nel basso
Lazio.
Verbali di interrogatori che attestano gli enormi guadagni della criminalità
organizzata, storie e racconti che testimoniano  l’aggressione ambientale e
l’
assoluto disprezzo delle leggi e della salute dei cittadini.
Storie di violenza e di denaro, ma anche di indisturbata e insospettabile
presenza nelle istituzioni, storie di vendette e di ritorsioni ma anche di
patti e di alleanze con le forze politiche.
Non c’è ancora una cultura solida riguardo ai danni  che i  metalli pesanti
come arsenico, piombo, alluminio, mercurio cadmio possono provocare, né si
parla mai della radioattività del cesio né tantomeno dell’indistruttibilità
dell’amianto.
In pochi parlano , ma se non prevale la conoscenza dei fatti  si imporrà
ancora una volta quel potere politico che non ha mai voluto farsi carico di
questo problema,  anzi si è mostrato infastidito dall’argomento e con la
complicità  dei più ha creato un deserto culturale nel quale predomina il
silenzio e la paura.
La vita delle persone non vale a secondo del paese dove si vive e gli
eventuali reati non sono grandi o piccoli a secondo del  luogo dove vengono
commessi, gli uomini e le donne hanno uguale dignità ovunque e chi vive a
Pastena non può fare eccezione.

Pastena  22.02.2011
Gnesi  Arturo

Archivi