Rifiuti tossici bruciati nelle fornaci anche in Molise ? Si indaghi .

 

 / Fornaci di rifiuti tossici anche in Molise, l’ipotesi dell’Associazione Antimafia Caponnetto

Rifiuti tossici potrebbero essere stati smaltiti anche in Molise con modalità diverse dall’ormai nota procedura del seppellimento. Questa volta si parla infatti di incenerimento. L’potesi è stata pubblicata dall’Associazione Antimafia “Antonino Caponnetto”. Un modus operanti di smaltire rifiuti pericolosi ancora più insidiosa del sottorramento nei terreni, poichè non lascia tracce ed è difficile risalire ai responsabili. Ovviamente la pericolosità non è minore, poichè le sostanze derivanti dalla combustione sono altamente tossiche e ricadono sui terreni circostanti, inquinando le colture, gli animali ed ovviamente i cittadini li residenti.

Così scrive il Comitato Antimafia: “Non é che i casalesi avrebbero puntato a smaltire i rifiuti, oltre che interrandoli, anche bruciandoli nelle fornaci esistenti sul tratto Roma-Napoli, provocando così, in aggiunta all’inquinamento dei territori,anche quello atmosferico?
Analizzando la mappa delle fornaci esistenti all’epoca sul tratto indicato -Roma-Napoli- ne troviamo a Colleferro, a Formia, a Itri, a San Vittore, a Caserta ed a Napoli per quanto riguarda il Lazio e poi a Sesto Campano, Isernia, Boiano, Guardiareggia per il Molise.
Non abbiamo elementi per poter affermare che questo disegno da noi ipotizzato abbia preso vita e si sia realizzato, ma é presumibile, analizzando bene la provenienza dei proprietari degli automezzi che sarebbero stati utilizzati, che questa ipotesi non sia affatto campata in aria, considerato , soprattutto ,che non é possibile che la grandissima quantità di sostanze tossiche che sarebbero state trasportate abbia potuto trovare allocazione unicamente sottoterra.
Probabilmente i calasesi potrebbero aver trovato altre soluzioni ed in tal caso quale soluzione migliore ci sarebbe oltre all’incenerimento di quei rifiuti tossici?
I territori sospetti sarebbero circoscrivibili nelle competenze di ben 3 DDA :
quelle di Roma,Napoli e Campobasso.
Ci permettiamo, pertanto, di suggerire ai tre coordinatori delle 3 predette DDA di avviare un’indagine coordinata al fine di poter, insieme, trovare una risposta, reperendo il massimo possibile di riscontri, agli interrogativi suindicati”.

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