Rifiuti tossici a Pastena: il sindaco minaccia querele. Una nota del consigliere Arturo Gnesi

Rifiuti tossici a Pastena: non crolla il muro del silenzio e il sindaco
minaccia querele !
Benchè il consiglio comunale rappresenti un organismo di indirizzo e di
controllo dell’attività politica e amministrativa,  benché esso sia
vincolato
ai principi della trasparenza, della legalità e della  solidarietà
praticamente  da anni è svuotato delle sue funzioni originarie e raramente
affronta le tematiche di interesse pubblico  mentre spesso si riduce ad una
mera conta di voti  tra favorevoli , contrari e astenuti. Nonostante uno dei
compiti principali dell’amministrazione comunale sia la tutela e la
salvaguardia della salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente, accade
ancora  che quando si affronta il problema dei rifiuti tossici a molti viene
il
mal di pancia e presi dal timore di pronunciare giudizi che possano
dispiacere
a quelli che contano si preferisce  il silenzio e il disimpegno.
Anche questa sera in consiglio comunale, nella sede più idonea ed opportuna
per elaborare una politica condivisa e vincente tesa ad accertare la verità
sull’interramento illegale di bidoni contenenti probabilmente rifiuti
tossici,
ovvero a favorire le indagini sulla discarica della TAV sita nei pressi
delle
Grotte,  abbiamo assistito alla solita scena imbarazzante del sindaco che
alzandosi subitaneamente abbandona la discussione dicendosi tranquillo e
minacciando azioni legali.
Un primo cittadino di un qualsiasi comune al  sospetto della presenza di
rifiuti tossici interrati illegalmente dalla camorra avrebbe innanzitutto
richiesto un’indagine immediata alle forze dell’ordine e spogliandosi del
suo
ruolo di proprietario del terreno lo avrebbe messo a disposizione per
effettuare tutti  gli accertamenti dovuti.
Un primo cittadino di un qualsiasi comune ipotizzando che nel sottosuolo di
un
suo terreno ci possano essere sostanze tossiche che avvelenano le acque e
mettono in pericolo la salute dei cittadini come prima cosa avrebbe cercato
di
scongiurare questo fenomeno e avrebbe , alla testa dell’amministrazione
richiesto immediatamente risorse e strumenti per verificare, alla luce del
sole, la pericolosità dei  rifiuti tossici.
Un primo cittadino di un qualsiasi comune che non ha nulla da nascondere e
che
legittimamente è stato pagato per aver messo a disposizione della Tav il suo
terreno per essere usato come discarica dei materiali di scavo provenienti
dalla costruzione della linea ferroviaria, avrebbe fatto di tutto per fugare
qualsiasi dubbio rispetto alla liceità dell’atto compiuto.
Un qualsiasi primo cittadino di un comune normale non avrebbe dovuto
lasciare
solo, chi per anni  ha chiesto la verità sulla discarica TAV, soprattutto
adesso che è spuntato un testimone oculare che ha visto i bidoni venire
interrati con l’ausilio di una grossa trivella.
In un qualsiasi comune normale gli assessori  non avrebbero dovuto alzare le
spalle affermando che siccome quasi tutte le discariche della Tav sono state
utilizzate dalla camorra per interrare i rifiuti allora è possibile che
questo
sia potuto  accadere anche a Pastena  ma di certo non si può incolpare
nessuno.
In un qualsiasi paese normale i cittadini dovrebbero essere informati sui
fatti accaduti senza alcuna giustificazione  delle omissioni e delle
negligenze
di alcuni.
In un paese normale le Istituzioni anzitutto dovrebbero reagire alla cultura
del malaffare  e della corruzione riscoprendo il linguaggio di una politica
autenticamente al servizio dei cittadini.
A Pastena è ancora buio ma nessuno potrà fermare l’arrivo della luce.
Pastena 21 settembre 2010

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