Rifiuti, svelato il sistema-Sorbo: «Tangenti chieste con i pizzini»

Rifiuti, svelato il sistema-Sorbo: «Tangenti chieste con i pizzini»

Il Mattino, Domenica 5 Marzo 2017

Rifiuti, svelato il sistema-Sorbo: «Tangenti chieste con i pizzini»

di Biagio Salvati

CASERTA – Una tangente maggiore, per ottenere più requisiti e punteggio più elevato, da consegnare prima con un acconto e poi periodicamente per tenere in pugno la ditta di turno. Era questa la tecnica legata alla richiesta che veniva avanzata agli imprenditori che volevano aggiudicarsi l’appalto per la rimozione dei rifiuti solidi urbani nella città di Caserta, secondo quanto riferiscono le «gole profonde» Antonio Scialdone e Alberto Di Nardi nelle pieghe dell’ordinanza cautelare di sospensione per un anno dall’esercizio dei pubblici uffici per il dirigente del Comune, Carmine Sorbo, coinvolto anche nell’inchiesta Saint Gobain (per lui un venerdì nero: è indagato per la vicenda rifiuti e quella dei presunti abusi nell’area ex Saint Gobain). Due filoni, quello dei rifiuti e quello del business cemento, che hanno riacceso i riflettori degli inquirenti su gare e atti del Comune.

All’ingegnere, che fino all’altro giorno dirigeva il Servizio di Polizia Municipale del capoluogo, è contestato il reato di tentata concussione ai danni del titolare di una società di servizi ambientali di Airola (Benevento), l’Ecologia Falzarano, cui Sorbo avrebbe chiesto 800mila euro nel 2012 (in realtà una controfferta di Falzarano a fronte di oltre un milione e mezzo di euro) per garantirgli l’aggiudicazione della gara per la raccolta dei rifiuti. Una richiesta «scritta su un foglio bianco A4 che si trovava sulla scrivania del dirigente mentre i due si trovavano nell’ufficio comunale» (temendo forse intercettazioni ambientali), è sottolineato negli atti. A sostegno di quella richiesta di denaro così alta avanzata da Sorbo, ci sarebbero state l’entità della gara e la necessità di dividerla con altre persone da «accontentare». Il sistema di tangenti al Comune di Caserta è una coda dell’indagine che i sostituti procuratori di Santa Maria Capua Vetere, Carlo Fucci e Giacomo Urbano, avevano già avviato su Maddaloni, nata dalle ulteriori dichiarazioni di Antonio Scialdone, titolare della Ecologia Impianti e in quel periodo anche collaboratore dell’altro imprenditore, Alberto Di Nardi della Dhi, che ha seguito le orme di Scialdone nel riferire fatti e circostanze. In questa vicenda giudiziaria, per un maggiore accertamento sulla veridicità delle dichiarazioni dei due imprenditori, è stato predisposto anche un confronto all’americana tra il titolare della Ecologia Falzarano e Scialdone, proprio incentrato sulla richiesta di tangente avanzata da Sorbo. Racconti che per il gip Emilio Minio appaiono sovrapponibili e che svelano anche alcuni retroscena sul modus operandi degli appalti sull’igiene urbana, nel quale le imprese prediligono tre grandi Comuni: Caserta, Maddaloni e Marcianise.

E proprio in quest’ultimo Comune, nel 2012, riferisce Di Nardi, che Sorbo ricopriva anche la carica di membro della commissione e dove immagina l’esistenza di dazioni di danaro dietro l’aggiudicazione della gara. Uno scenario che, come riferiscono i dichiaranti, riguarderebbe (sempre secondo le loro affermazioni) anche l’aggiudicazione alla Ecocar a Caserta (finora mai entrata nell’inchiesta), ovvero l’impresa che vinse la gara sulla Dhi-Di Nardi/Falzarano i due imprenditori che parteciparono ugualmente come

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