Riceviamo e pubblichiamo: Ventotene e la perdita dell’anima passata

Ventotene: Ho letto gli appelli pubblicati a difesa di Ventotene, mi accomuno a quanti fino ad oggi richiamano l’attenzione per salvare un tesoro naturale che se non sarà tutelato non sarà più recuperabile.

Mancavo da Ventotene da venti anni, che scempio hanno visto i miei occhi!

Le “pietre tagliate” ovvero gli scogli dell’infanzia trasformate in approdo per far fare benzina ai yacht della “specie umana protetta”.

Per un attimo sono andata indietro nel tempo, quando su quegli scogli c’era tanta gioventù, insieme si gareggiava a chi faceva il tuffo più bello!

Mi sono sentita smarrita, non c’era più l’anima passata di quel luogo. Proprio così quel distributore simboleggia la perdita dell’anima passata.

Le grotte naturali cementate e chiuse da finestre per far posto alle attrezzature della Lega Vela. I vecchi cameroni scomparsi anche quelli, al posto della piccola città confinaria un parcheggio per auto, a cosa serviranno le auto su un’isola cosi piccola?

E poi si fa un gran parlare di Movimento Federalista Europeo, di Altiero Spinelli.

La riqualificazione dei cameroni e non l’abbattimento poteva ricreare in loco un percorso storico. Abusivismo edilizio su ogni angolo dell’isola.

Oggi Ventotene accoglie il turista pendolare e il turista di qualità (quello degli yacht). Entrambi consumano l’isola, il primo sovraffolla le spiaggie e le case, il secondo sovrautilizza i due porti e la spiaggia di Cala Rossano, formando barriere in questi luoghi e inquina sia a livello ambientale che visivo.

In queste condizioni il prezzo che l’isola paga e nella quale i vantaggi economici giocano prevalentemente a favore di pochi operatori è quello di un degrado costante e di un declino dell’immagine complessiva dell’isola (tratto da un rapporto del DIPTU Università di Roma).

Perchè non pensare ad un turismo sostenibile e a Ventotene come un museo a cielo aperto?

L’isola di Ventotene è patrimonio di tutti, ma soprattutto di chi nascerà dopo di noi, i giovani ci stanno prestando il loro mondo!

Finisco con una dedica poetica a Ventotene.

Andare su quella terra e respirare ancora il profumo delle erbe selvatiche,

stupirsi al tramonto seduti sui resti della villa Giulia,

guardare l’orizzonte col vento che ti fa compagnia,

il silenzio che ti invita a pensare e tu che insieme alla natura ci sei, perchè la terra è la tua radice!

Questa era Ventotene.

Una lettrice di TeleFree, con la speranza di alimentare un interesse sano a difesa di Ventotene.

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