Riceviamo e pubblichiamo: “Ceccano: l’importanza della “rete” per la democrazia”

Un documento anonimo che scotta, fa paura, getta ombre, racconta scomode (presunte) verità. E’ la ormai famosa lettera del corvo, diffusa in men che non si dica tra i politici, la gente comune le istituzioni, un vero terremoto che ha gettato fango tra gli amministratori comunali di Ceccano ed alcuni politici ed imprenditori, accusati, seppur in maniera anonima, di presunte collusioni con la malavita organizzata, nonché di presunti atti illeciti commessi tra gli uffici del comune. Gli amministratori, chiamati in causa in consiglio comunale per fare chiarezza sulla vicenda, si sono chiusi inspiegabilmente “a riccio” sulla vicenda, bocciando una richiesta di commissione d’inchiesta proposta dall’opposizione. Insomma una levata di scudi che ha fatto scalpore forse più del contenuto della lettera. Chiara la volontà degli amministratori di Ceccano di sminuire il fatto, non parlarne, tacere, non dare spiegazioni, a loro dire non dovute. Forse hanno dimenticato che la trasparenza è un loro dovere, che l’omertà non fa bene né alla democrazia né alla società.

Questi signori non hanno fatto i conti però con uno strumento “micidiale” oggi pane quotidiano della maggioranza dei cittadini: LA RETE. Il loro intento di abbassare il tono su una vicenda scandalosa, senza eguali per la città di Ceccano, ha prodotto l’effetto contrario. Grazie all’efficacia comunicativa di questo strumento, che permette a chiunque di esprimersi liberamente, il problema fortunatamente ha avuto la giusta considerazione che merita. Giovani, associazioni, blogs, video, facebook, giornali web, semplici cittadini, tutti hanno potuto esprimere e parlare senza filtro alcuno, senza censure, potendo esprimere (lo ha fatto la gran parte) il loro disappunto per certe dinamiche comportamentali poste in essere da personaggi pubblici deputati a garantire la legalità, la trasparenza e la crescita morale della società. Ve ne propongo alcuni: buona lettura e buona visione.

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