Riceviamo dall’amico Felice Cipriani e volentieri pubblichiamo questa nota sull’Alta Velocità

ALTA VELOCITA’ GRANDI AFFARI E SCARSI BENEFICI PER LE POPOLAZIONI LOCALI

OCCORRE NON DIMENTICARE PER PROGETTARE IL FUTURO…

Il progetto dell’Alta velocità, partito nel 1991, fu annunciato dalla TAV. come prima applicazione della partecipazione di capitali privati alla realizzazione di un’opera pubblica.

Tali capitali privati non si sono mai visti. La spesa inizialmente prevista di 5 miliardi di euro, per la tratta Roma Napoli, è passata a 18 miliardi, tutti a carico dello Stato. Da queste cifre vanno escluse quelle per la realizzazione dei nodi di Napoli e Roma e le opere connesse. Ci sono stati prestiti della Bei, la Banca europea degli investimenti, che mette le linee di trasporto trans-europee fra le sue priorità. Dal 1998 la Bei ha firmato prestiti per 5 miliardi di euro per la Milano-Napoli.

In piedi vi è un contenzioso con il consorzio Iricav che sicuramente, visto l’andazzo della capacità di difendersi dello Stato, significherà altri milioni di euro. (La Corte dei Conti con determinazione 124/2010 ha sottolineato l’esplosione dei costi del progetto Tav). E IO PAGO.

Tutti i miliardi, pagati dai contribuenti, sono andati al consorzio costituito da varie società che hanno diviso in mille subappalti per monopolizzarlo Con i sub-appalti si sono inserite le attività della camorra e delle sue infiltrazioni nei comuni ciociari.

“ La camorra è riuscita dove le Br hanno fallito: non è più antagonista dello Stato ma è accettata come suo controparte. Le grandi opere pubbliche come la terza corsia A2 e l’Alta Velocità, sembrano dimostrare che la camorra non è più antagonista, è una forza riconosciuta, rispettata e temuta. Il passaggio dallo Stato alla camorra viene svolta da burocrati tecnici che si servono della falsa fatturazione o sovraffaturazione” (Sen Ferdinando Imposimato, relazione situazione in Campania davanti alla commissione antimafia).

Per realizzare l’opera (Rm-Na) si sono costruiti 132 viadotti, 97 gallerie, 214 interferenze viarie ed idrauliche, 12.500 pali di fondazione e l’utilizzazione di 5 milioni di mc. di cemento. Tutto questo scaricato sulle periferie di Roma e Napoli e sulle campagne di Lazio e Campania. Con la realizzazione della tratta si sono polverizzate aziende agricole, diviso comunità e quartieri, inquinato falde acquifere, tenuto sotto pressione famiglie, coinvolte dai cantieri, dalle imprese e dalla… camorra.

I vantaggi conclamati dagli amministratori regionali e dalla Tav:

liberazione della tratta ferroviaria a favore del traffico commerciale e quello locale.

Il 29 settembre del 1995 venne firmato un protocollo d’intesa tra la Regione Lazio e la FS. S. p. a. per la definizione degli interventi nei trasporti ferroviari della regione e firmato dall’Amm. re delegato Lorenzo Necci, presidente della Regione Badaloni e assessore alle Opere e Reti Michele Meta. Gli interventi previsti dal protocollo sono rimasti in gran parte disattesi.

Oggi tra Roma e Napoli ci sono tre tratte ferroviarie: Roma-Cassino-Napoli, Roma-Formia-Napoli e Alta Velocità. Si poteva permettere un Paese non ricco come l’Italia questo spreco?

Siete a conoscenza dei benefici derivati ai pendolari laziali? O ogni giorno è un’impresa muoversi su treni sudici e sempre in ritardo? Per caso il trasporto commerciale ora viaggia più su rotaia che su gomma? O la mafia fa andare avanti e indietro dalla Sicilia, dalla Calabria Campania e Fondi i camion che trasportano frutta ed ortaggi? Non conosco la situazione dell’Alta Velocità in Val di Susa ed il progetto. Di una cosa sono certo è lievitato il malaffare e sono aumentate le tangenti nelle opere pubbliche, mentre mafia e camorra si sono ben posizionate al nord. Quindi solidarietà alle comunità della Val di Susa e condanna esplicita per il cretino che ha offeso il carabiniere e che ha compromesso la credibilità del movimento ambientalista onesto ed in buona fede.

Felice Cipriani

Come segretario reg. le del Lazio di L’Altritalia Ambiente

Dal 1993 al 1998 ha seguito le vicende “sporche” dell’Alta Velocità laziale.

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