Responsabili politici e parlamentari comincino a fare richieste serie. La lotta alle mafie non si fa con le pagliacciate

E’ la prima volta, a nostra memoria, che la Prefettura di Latina applica la circolare di Giorgio Napolitano attuale Capo dello Stato, il quale, da Ministro dell’Interno, dispose che i Prefetti avrebbero dovuto integrare i Comitati provinciali per la Sicurezza e l’ordine pubblico con magistrati della DNA o delle DDA.

La circolare dell’allora Ministro dell’Interno Napolitano aveva un senso perché le Procure territoriali non hanno alcuna competenza in materia di reati associativi –il 416 bis, tanto per intenderci- e, pertanto, esse non sono in grado di fornire un quadro della situazione mafiosa sul territorio.

Ricordiamo una polemica molto accesa fra il Procuratore Nazionale Antimafia Pier Luigi Vigna con l’allora Prefetto di Roma, diventato poi parlamentare, a proposito dell’inapplicazione di quella circolare del Ministro e qualche effetto positivo ci fu, almeno per Roma.

Poi, specialmente con il governo Berlusconi ma non solo perché anche con i governi di centrosinistra di quella circolare non c’è stata più traccia nei cassetti delle Prefetture, tutto piombò nell’oblio.

Ora, con il Ministro dell’Interno Cancellieri che è una persona libera e perbene, sarebbe bene che quella circolare ritornasse alla luce.

Diciamo questo perché abbiamo accolto con gioia la partecipazione all’ultima riunione del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’ordine pubblico di Latina della Dottoressa Diana De Martino, un magistrato che per le sue doti di onestà, capacità e coraggio riscuote ampi consensi, s. Procuratore Nazionale Antimafia, della DNA cioè.

Dobbiamo dare atto al Prefetto di Latina Antonio D’Acunto di essersi comportato davvero come un servitore dello Stato, ligio ai suoi doveri di uomo delle Istituzioni e preoccupato delle sorti della provincia di Latina ormai nelle grinfie di tutte le mafie nazionali ed internazionali.

Noi non dispensiamo facilmente lodi e la nostra presa d’atto pubblica assume una pregnanza, pertanto, davvero particolare.

Il Dr. D’Acunto, che ha raccolto un’eredità pesante qual’è quella lasciata da un Prefetto dalle qualità del Dr. Frattasi, un Prefetto unico in Italia, rischiava di essere oscurato completamente e, francamente, anche noi non nutrivamo nei confronti dell’attuale Prefetto molte aspettative.

Dobbiamo ricrederci.

Grazie, Dr. D’Acunto.

La presenza della Dr. De Martino, che noi stimiamo moltissimo, ci apre alla speranza.

Speriamo che la sua presenza sia costante e sistematica a tutte le riunioni che da oggi in poi si faranno.

Ed ora veniamo ad un altro aspetto della lotta alle mafie che si vorrebbe impostare in provincia di Latina secondo gli intendimenti di alcune segreterie politiche e di taluni parlamentari.

Noi siamo soliti parlare con cognizione di causa, informandoci, studiando le situazioni, elaborando le proposte conseguenti.

Abbiamo la sensazione di essere, purtroppo, gli unici in quanto, malgrado le nostre continue precisazioni che negli anni siamo andati facendo fino a rischiare di apparire noiosi, le proposte strampalate continuano.

Ancora oggi leggiamo di partiti e parlamentari che continuano, ricoprendosi di ridicolo, a chiedere l’istituzione di sezioni distaccate a Latina di DIA, DDA e quant’altro.

Proposte per lanciare fumo negli occhi degli allocchi fatte da soggetti in malafede per far dimenticare le responsabilità che ognuno si porta dietro per i lungi silenzi e le annose distrazioni o sparate di gente superficiale che non conosce l’abc dell’argomento mafie???

Ognuno si dia la risposta che vuole.

Dei soggetti seri e veramente pensosi del bene comune dovrebbero preoccuparsi, invece, tenuto conto anche delle difficoltà economiche del Paese che privano le nostre forze dell’ordine e la magistratura perfino della carta da scrivere e della benzina per girare, di ottimizzare le risorse di cui si dispone sul territorio.

In provincia di Latina ci sono un’ottima Questura ed un’eccellente Squadra Mobile e noi per questo non finiremo mai di essere grati a Questori come D’Angelo ed Intini ed a capi della Squadra Mobile come Tatarelli.

Uomini eccezionali che hanno fatto, stanno facendo e sicuramente faranno sempre di più quanto necessario per combattere il cancro delle mafie, dei mafiosi e dei loro sodali politici e nell’ambito delle professioni.

Le mafie politiche, degli imprenditori, dei professionisti.

Qualche aggiustamento sui territori e la Polizia di Stato sta dando più del dovuto.

Confidiamo anche tantissimo nella capacità del nuovo comandante provinciale dell’Arma, il colonnello De Chiara, che, provenendo dal ROS e per giunta dalla Calabria e dalla Campania, sa meglio di tutti come si fa azione di contrasto delle mafie superando le vecchie logiche da “ordine pubblico”-

Preoccupazioni, invece, ci rimangono per quanto riguarda la Guardia di Finanza e sono ben note a tutti perché le stiamo esternando da anni.

Per concludere, basta con le frescacce (ci si passi la terminologia) e le prese in giro e avanti con proposte più serie e meno ridicole.

Più personale che provenga dal ROS- ma sicuramente il colonnello De Chiara ci avrà già pensato – e dalle Squadre Mobili sia a livello dei Comandi provinciali che nelle periferie e, per quanto riguarda la Guardia di Finanza, il Comando Generale delle Fiamme Gialle cominci a mandare a Latina persone-Ufficiali e sottufficiali-che provengano dal GICO.

E, per ultimo, una sezione distaccata della Procura di Latina presso il Tribunale di Gaeta.

Per quanto, invece, riguarda la DIA, se veramente parlamentari e partiti vogliono fare qualcosa di serio e positivo, comincino ad adoperarsi per rafforzarne gli organici sia a Roma che a Napoli, organici che attualmente sono veramente ridicoli al punto da non poter pretendere dalle persone, che già danno più del dovuto, l’impossibile.

Questo è ragionar da persone serie, mentre tutto il resto è una buffonata.

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