Report, perquisizioni Dia dopo il servizio su Capaci e Delle Chiaie: “Verifiche su genuinità delle fonti”. Ranucci: “Sequestrati pc e telefono”

Report, perquisizioni Dia dopo il servizio su Capaci e Delle Chiaie: “Verifiche su genuinità delle fonti”. Ranucci: “Sequestrati pc e telefono”

Da Iacchite -24 Maggio 2022

Uomini della Direzione investigativa antimafia, su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, hanno perquisito l’abitazione dell’inviato di Report Paolo Mondani e la redazione del programma di Rai 3 condotto da Sigfrido Ranucci, sequestrando pc e telefono del giornalista. A darne notizia sui social è stato lo stesso conduttore: “Lo scopo è quello di sequestrare atti riguardanti l’inchiesta di ieri sera (lunedì 23 maggio, ndr) sulla strage di Capaci, nella quale si evidenziava la presenza di Stefano Delle Chiaie, leader di Avanguardia nazionale, sul luogo dell’attentato. Gli investigatori cercano atti e testimonianze su telefonini e pc”, dice. “Da parte nostra c’è massima collaborazione. Siamo contenti se abbiamo dato un contributo alla magistratura per esplorare parti oscure”, commenta in seguito Ranucci all’Ansa. “Il collega aveva già avuto un colloquio con il procuratore. Noi siamo sempre stati collaborativi con la giustizia, pur garantendo il diritto alla riservatezza delle fonti”. E sottolinea che “il decreto di perquisizione riporta la data del 20 maggio, cioè tre giorni prima della messa in onda del servizio. Non è un atto ostile nei nostri confronti. Ovviamente abbiamo messo al corrente l’ufficio legale, l’amministratore delegato Fuortes e il nostro direttore”.

Proteste di Fnsi e Usigrai – Duro il commento del presidente dell’Usigrai (il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico) Vittorio Di Trapani: “Sentenze della Cassazione e della Cedu hanno già acclarato che sequestrare pc e telefonini dei giornalisti, ancor di più con copie “indiscriminate” dei contenuti, è illegittimo. L’unico risultato che resterà della perquisizione a Report è il timore delle fonti di essere svelate”, scrive su Twitter. “Ci auguriamo che a nessuno venga oggi in mente di “molestare” Report e la sua redazione”, scrive invece il presidente della Federazione nazionale della stampa (Fnsi) Beppe Giulietti. “Dopo la puntata su Capaci sarà il caso di lasciare in pace la redazione, Paolo Mondani e di perquisire, invece, quelli che, da trenta anni, sono riusciti a restare in una ben protetta oscurità. Questa mattina saremo nella redazione di Report per decidere iniziative a tutela delle fonti e del segreto professionale”.

Le nuove indagini sulla “pista nera” – A distanza di 30 anni, i pm nisseni e la Direzione nazionale antimafia sono tornati a indagare sulla “pista nera” a proposito dell’attentato mafioso che uccise il giudice Giovanni Falcone: al centro degli accertamenti ci sono colloqui investigativi confidenziali di inizio 1992, non utilizzabili processualmente, in cui un pentito e una testimone hanno parlato della presenza dell’estremista di destra Delle Chiaie a Capaci, un mese prima della strage. Secondo questo racconto, tutto da verificare, Delle Chiaie incontrava un boss della mafia per poi cercare esplosivo in una cava. Il pentito, morto da tempo, è Alberto Lo Cicero, un falegname insospettabile, cugino del boss Armando Bonanno e autista di un altro boss, Mariano Tullio Troia: è già considerato inattendibile dai magistrati in altre circostanze. La testimone è la sua compagna, Maria Romeo, che è ancora in vita ed è stata intervistata lunedì sera da Report. Nella puntata parla anche l’ex brigadiere dei Carabinieri Walter Giustini, che raccolse le confidenze di Lo Cicero: sia a Report che al nostro giornale Giustini ha raccontato che il pentito parlò di strani movimenti intorno a Capaci prima della strage, e della presenza di uomini che facevano presagire “qualcosa di eclatante“. E che mise gli investigatori sulle tracce di Salvatore Biondino, l’autista del “capo dei capi” Totò Riina, che quindi si sarebbe potuto arrestare prima delle esplosioni.

La procura di Caltanissetta ha poi diffuso una lunga nota nella quale scrive che – a suo parere – il Lo Cicero non sarebbe attendibile e le sue dichiarazioni sarebbero state smentite. Ma l’atteggiamento della procura nissena sta facendo sorridere amaramente milioni e milioni di italiani… Intelligenti pauca. 

Fonte:https://www.iacchite.blog/report-perquisizioni-dia-dopo-il-servizio-su-capaci-e-delle-chiaie-verifiche-su-genuinita-delle-fonti-ranucci-sequestrati-pc-e-telefono/

Archivi