Replica dell’associazione Caponnetto al sindaco di Terracina Nardi /2

COMUNICATO STAMPA

 

 

Il gioco del Sindaco di Terracina è pericoloso. 

 

Non è la prima volta che taluni esponenti politici ed amministratori pubblici attaccano magistrati e forze dell’ordine. 

 

Nardi, con le dichiarazioni rilasciate in questi giorni, sta tentando di delegittimare la dirigente del Commissariato di Polizia, l’unica che ha avuto il coraggio di ammettere, coerentemente con quanto sostenuto nell’ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia, che a Terracina le mafie si sono ben inserite nel tessuto economico. 

 

Egli, inoltre-e questo è ancor più grave per chi rappresenta la massima carica cittadina- fa delle ingiuste considerazioni sul corpo della Polizia di Stato, sottolineando il fatto che… finora tutto sarebbe stato fatto… da Carabinieri e Guardia di Finanza (sic!). 

 

Creare rivalità e frizioni fra i corpi di Polizia – dei quali, al contrario, un Sindaco amante della sua città dovrebbe perorare un coordinamento –è quanto meno irresponsabile. 

 

Se dobbiamo dirla tutta, noi pensiamo, al contrario di Nardi, che a Terracina non abbiano funzionato, come era necessario, tutti e tre i Corpi di polizia; altrimenti non saremmo arrivati all’attuale situazione. 

 

Lo ammette indirettamente anche Nardi stesso quando parla di operazioni da parte della Guardia di Finanza contro lo spaccio di droga e dei Carabinieri contro taluni delinquenti. 

 

Non riusciamo a farci capire da Nardi. Ripetutamente gli abbiamo spiegato che i mafiosi, quelli veri e più pericolosi, non sono né gli spacciatori, né i delinquenti comuni. 

 

I veri mafiosi sono i “colletti bianchi”, quelli insospettabili, dalla fedina penale pulita, che spesso si annidano anche nelle istituzioni e nella politica. E su questi non è stato indagato mai come era necessario. 

 

Che il Commissariato di Polizia di Terracina, come d’altronde i presidii delle altre forze dell’ordine, non abbiano funzionato in passato come avrebbero dovuto, lo denunciamo da anni. Ma dobbiamo ammettere per onestà intellettuale che la Dottoressa Cascella ha impresso una svolta rispetto al passato ed ha saputo dare una chiave di lettura del fenomeno mafioso corrispondente alla realtà e moderno. Forse proprio questo dà fastidio a taluni!!!

 

 Inoltre è stata lei che ha condotto le indagini che hanno portato alla richiesta, da parte del Commissariato di Terracina, di varie misure cautelari- richiesta che per alcuni, poi arrestati su ordine della DDA di Napoli, non fu accolta da un GIP di Latina-a carico di numerosi soggetti, alcuni dei quali legati al clan della camorra Licciardi. 

 

Nardi, se vuole dare un contributo serio all’azione di contrasto delle mafie sul territorio, non metta la testa sotto la sabbia ed aiuti le forze dell’ordine a censire tutti i soggetti venuti da fuori, dalla Campania in particolare, a rilevare attività economiche di ogni tipo, edili, commerciali ecc. ecc. 

 

Ci sono fra i campani sicuramente delle persone per bene, ma ci sono anche i Licciardi e quant’altri. 

 

LA SEGRETERIA

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