Regione, raccomandati per la Asl, indagato il senatore pdl Fazzone

«Fazzone chi?». Così rispondeva Renata Polverini all´indomani della nomina del senatore di Fondi nel suo comitato elettorale. Ora non potrebbe più accadere. E non solo perché da quel momento non c´è stato giorno che gli avversari non le abbiano imputato quella «imbarazzante compagnia» (accusato di essere «un collettore di clientele», il parlamentare pontino è l´uomo che più di tutti si oppose allo scioglimento per mafia del suo comune). Da ieri Claudio Fazzone è indagato dalla Procura di Latina per abuso d´ufficio. Lui che si è sempre vantato di «non essere mai stato raggiunto da una sola contestazione giudiziaria, neppure per una multa».

A finire sotto la lente degli inquirenti, una serie di lettere di raccomandazione da lui inviate nel 2003, quand´era presidente del consiglio regionale, all´ex manager della Asl di Latina per segnalare alcuni candidati al concorso per l´assunzione di cinque tecnici di radiologia. «Una prassi consolidata», si giustifica il diretto interessato, «non solo non c´è reato, ma se pure ci fosse sarebbe già prescritto». Un´inchiesta che tuttavia potrebbe danneggiare le ambizioni dell´ex poliziotto fondano che, da intenditore di Sanità qual è, aveva già ipotecato per sé l´assessorato dal budget miliardario. Appassionato di nomine, concorsi e fornitori sin da quando, seduto sullo scranno più alto della Pisana, prendeva la carta intestata della Regione, faceva battere a macchina qualche riga con il nome da segnalare e a mano aggiungeva un semplice «caro Benito». Ovvero Benito Battigaglia, all´epoca manager della Asl di Latina, rinviato a giudizio un mese fa proprio per quelle lettere sospette.

È in quel momento che Fazzone viene coinvolto nell´inchiesta. Contestualmente al rinvio a giudizio dell´ex dirigente sanitario e di altri quattro funzionari, infatti, il gip Tiziana Coccoluto trasmette gli atti alla procura per meglio verificare la posizione di Fazzone. “Salvato” fino ad allora dall´ex procuratore di Latina Giuseppe Mancini (che a fine 2009 non era stato confermato nell´incarico dal Csm) in quanto aveva ritenuto penalmente non rilevante la condotta di chi quelle lettere aveva firmato.

Non una soltanto. Bensì almeno 64, come riportato nel 2007 – con tanto di nomi “raccomandati” e testo scritto – dal quotidiano Latina Oggi, edito dal compagno di partito ma acerrimo nemico Giuseppe Ciarrapico. Lo spunto da cui l´indagine è partita. Fazzone, in sostanza, usava il suo ruolo di presidente del Consiglio del Lazio per segnalare amici e conoscenti su carta intestata della Regione; Battigaglia eseguiva e faceva inserire quelle lettere addirittura nel protocollo della Asl.

Scandalizzata l´opposizione. Per «la gravità di una vicenda che conferma la commistione fra sanità e politica da parte del centrodestra», accusa il consigliere Pd Carapella, ma soprattutto per «il silenzio assordante della Polverini», denuncia il collega D´Amato. Sulla stessa linea il segretario Idv Stefano Pedica: «Cosa dice la Polverini in merito al suo possibile assessore alla Sanità?».

IL RITRATTO Il patron di Fondi: “Voglio guidare la Sanità”
(18 febbraio 2010)
Giovanna Vitale
(Tratto da Repubblica – Roma)

Archivi