Regione Calabria, il consigliere Nicola Paris (gruppo misto) indagato anche per scambio elettorale politico-mafioso

Il Fatto Quotidiano

Regione Calabria, il consigliere Nicola Paris (gruppo misto) indagato anche per scambio elettorale politico-mafioso

Inizialmente le accuse erano di corruzione, ora la nuova contestazione dei giudici. Oltre a Paris l’inchiesta “Inter Nos” coinvolge anche il consigliere Raffaele Sainato, l’ex vicesindaco di Locri primo dei non eletti nella lista di Fratelli d’Italia e poi transitato nelle file di Forza Italia. La vicenda riguarda lavori di pulizie che venivano assegnati dall’Azienda sanitaria provinciale alle imprese vicine ai clan Serraino e Iamonte ed a quelli della Locride.

di Lucio Musolino | 6 AGOSTO 2021

Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip Karin Catalano aveva scritto chiaramente che ci sono ancora indagini da compiere” e ulteriori “risvolti politici” nell’inchiesta “Inter Nos” che, su richiesta della Dda di Reggio Calabria, ha portato all’arresto del consigliere regionale Nicola Paris. Finito ai domiciliari, Paris non sarebbe indagato solo per corruzione ma anche per scambio elettorale politico-mafioso. Eletto con l’Udc e poi passato al gruppo misto Nicola Paris non è l’unico politico regionale indagato nell’indagine condotta dalla guardia di finanza e coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Gerardo Dominijanni e dai pm Walter Ignazitto, Giulia Scavello e Marika Mastrapasqua. Con lui c’è anche un altro consigliere regionale della Calabria indagato. Si tratta di Raffaele Sainato, l’ex vicesindaco di Locri primo dei non eletti nella lista di Fratelli d’Italia e poi transitato nelle file di Forza Italia.

Sainato è entrato a Palazzo Campanella dopo l’arresto del consigliere regionale Domenico Creazzo, l’ex sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte coinvolto nell’operazione “Eyphemos”. C’è quindi un filone politico dell’inchiesta sugli appalti nel settore delle pulizie che venivano assegnati dall’Azienda sanitaria provinciale alle imprese vicine ai clan Serraino e Iamonte ed a quelli della Locride. Le intercettazioni della guardia di finanza, infatti, hanno registrato almeno un paio di conversazioni tra alcuni di questi imprenditori, legati ai clan, coinvolti nell’operazione “Inter nos”, e il candidato Paris. Conversazioni relative alle elezioni regionali del 2020, vinte dal centrodestra, in cui gli indagati facevano riferimento anche al candidato di Fratelli d’Italia Raffaele Sainato, oggi berlusconiano.

Da qui l’iscrizione nel registro degli indagati per scambio elettorale politico-mafioso del candidato di Locri assieme al consigliere regionale di Reggio Calabria. Un fascicolo parallelo che, nel giro di un paio d’anni, vede il terzo politico regionale eletto nelle file Fratelli d’Italia coinvolto in un’inchiesta della Dda reggina. In particolare, nel corso delle indagini i finanzieri del Gico e dello Scico hanno ricostruito e filmato un incontro tra Nicola Paris e Silvio Floccari per “promuovere la campagna elettorale” del candidato dell’Udc. Paris era accompagnato da Antonino Chilà (arrestato) che, assieme al fratello Domenico (anche lui finito in carcere e ritenuto “espressione delle cosche Serraino Rosmini”), è uno dei due amministratori di fatto della società “Helios”, componente dell’omonima associazione temporanea di imprese attraverso cui gli indagati facevano incetta di appalti e affidamenti all’Asp di Reggio Calabria.

Già condannato per estorsione dalle Corte d’Appello di Reggio Calabria, invece, Silvio Floccari secondo gli inquirenti è vicino alle famiglie mafiose di Locri ed è un “esponente della nota famiglia di frazione Moschetta, storicamente legata cosca Cataldo e da ultimo anche alla cosca Cordì”. In sostanza, Floccari è l’uomo che, “per conto della società Helios”, svolge “le strategiche funzioni di responsabile dei servizi di pulizia e sanificazione svolti presso l’Ospedale di Locri”. L’incontro è avvenuto presso l’abitazione di Nino Chilà il 21 novembre 2019 quando, dopo le presentazioni del padrone di casa, sarebbe stato direttamente Paris a chiedere i voti a Silvio Floccari il quale, in quell’occasione, ha fatto capire ai suoi interlocutori di essere in parte impegnato a sostenere un altro candidato. Questo non avrebbe impedito, però, a Paris di essere sostenuto lo stesso dal locrese: “Qualcosa per voi c’è… – Floccari parla e la guardia di finanza annota – voglio dire dieci, vendi, trenta… riusciamo a toglierli da una parte e… metterli all’altra”.

Dalla prosecuzione del dialogo – scrivono gli investigatori – emerge che il Floccari sia ‘impegnato’ per le prossime regionali con Sainato Raffaele, attuale vicesindaco nonché assessore alle politiche ambientali e al bilancio del Comune di Locri, il quale si è candidato nelle file di Fratelli d’Italia”. Da me non sono venuti loro… – è sempre Floccari che parla – per caso tempo fa… ha detto ‘vedete di darmi una mano’… io non gli potevo dire di no… a chi è venuto non gli ho potuto dire di no… anche perché non avevo parlato con nessun altro… poi è venuto il vostro interessamento… se no io te l’ho detto… qua non è che abbiamo trecento…cinquecento … seicento …noi li raccogliamo sempre nell’ambito parenteriale (parentale, ndr)… cinquanta… sessanta… quelli che… e ti sto dicendo…uno di meno…una decina…una ventina… una quindicina… perché riusciamo a toglierli…”.

Dopo aver chiesto il sostegno elettorale ai Floccari, l’imprenditore Chilà e il candidato Nicola Paris parlano pure Sergio Piccolo, il consigliere del “Gruppo Consortile Coopservice di Locri” arrestato nell’operazione “Inter Nos”. Finito ai domiciliari, anche lui “asserisce – scrivono i finanzieri – che è impegnato con Sainato Raffaele”. “Vedete quello che potete fare”. “E appunto… siccome c’è Lorenzo…”. “Con il vice sindaco… con Sainato è?”. “Eh… non ti nascondo Nino… non… è inutile che ci prendiamo in giro… quindi…”. Nino Chilà sarebbe riuscito a strappare una mezza promessa: “Zero non me lo devi dire mai…Lui (riferito a Paris) è come un fratello per noi… è un ragazzo come noi”. “No, zero…”. “Se tu non me li fai uscire a Locri me li fai uscire a Siderno … quello che vuoi … me li fai uscire dove stai tu ad Ardore … dieci voti … venti voti … meglio là che qua … u mi devi dire … Nino vedi che ci sono dieci voti … vedi che ci sono venti voti … tanto io ad Ardore a te conosco”. “C’è qualcosa per cui non mi posso…esporre più di tanto… però… per come posso… uno… è stai tranquillo che è uno … se sono due… stai tranquillo che sono due… ti dico… quello che è… gioia mia... di quello che posso fare”.

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