Reggio, luce sul crac della Multiservizi. Bombardieri: “Predate le casse della città”

Reggio, luce sul crac della Multiservizi. Bombardieri: “Predate le casse della città”

“E’ un’operazione importante per la citta’ perche’ si da’ conto di quello che e’ successo in quegli anni. C’era un sistema creato per predare le casse di Reggio Calabria”. Cosi’ il procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri commenta l’inchiesta che stamani ha portato all’arresto di otto persone per bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della societa’ partecipata dal Comune Multiuservizi, avvenuto nel 2014, e della Gst. Negli anni scorsi, la Dda reggina ha coordinato diverse inchieste dalle quali e’ emerso l’infiltrazione nella Multiservizi delle cosche di ‘ndrangheta cittadine.

 

3 Ottobre 2019

fonte:http://ildispaccio.it

 

Crac Multiservizi: Giuseppe Scopelliti, Paolo Romeo e quel patto parasociale con il privato “incomprensibile”

Un piano strategico diretto al controllo della cosa pubblica e all’accaparramento di ingenti profitti “per far si’ che la Multiservizi divenisse uno strumento funzionale al soddisfacimento degli interessi economici della ‘ndrangheta e di alcune famiglie di imprenditori ad essa legate”. E’ quanto si legge nell’ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari otto imprenditori di Reggio Calabria accusati di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della societa’ partecipata dal Comune Multiservizi. Un accordo che secondo l’accusa faceva si’ che il denaro versato dal Comune alla Multiservizi per la manutenzione della rete stradale, della rete idrica, dell’illuminazione, delle scuole e dei parchi finisse nelle tasche delle cosche. Ai domiciliari sono finiti gli imprenditori Pietro Cozzupoli, di 81 anni, Lauro Mamone (62), Giuseppe Rocco Giovanni detto “Pino” Rechichi (61), Antonino Rechichi (34), Giovanni Rechichi (34), Rosario Giovanni Rechichi (58), Michelangelo Maria Tibaldi (52) e Michele Tibaldi (32), tutti accusati di bancarotta fraudolenta. Dalle indagini, condotte dal Gruppo investigazione criminalita’ organizzata (Gico) del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione denominata “Mala Gestio”, sarebbe emerso che le vicende fallimentari che hanno colpito la Multiservizi e la Gst erano da ricondursi ad un ingegnoso meccanismo fraudolento messo a punto da chi ricopriva contemporaneamente cariche sociali nelle due imprese e in altre ditte a favore delle quali venivano distratte le risorse economiche.

Scopelliti e il patto parasociale “incomprensibile”. La Multiservizi era stata costituita nel 2004 tra il Comune, socio pubblico al 51%, e la Gst, socio privato al 49%. Lo stesso giorno, con la sottoscrizione di un patto parasociale, definito “incomprensibile” dagli investigatori, il sindaco dell’epoca Giuseppe Scopelliti, “di fatto – afferma la Finanza – abdicava dal controllo della partecipata, assegnando in via esclusiva tutti i poteri di gestione al socio privato di minoranza Gst”. Secondo l’accusa, una spiegazione a tale comportamento si ricava dall’inchiesta “Mammasantissima”. In una conversazione intercettata il 14 maggio 2002, Paolo Romeo, l’ex deputato del Psdi ed avvocato arrestato in quel procedimento e imputato nel processo “Gotha” perche’ ritenuto il vertice della cupola politico-affaristico-mafiosa che avrebbe condizionato la vita politico-amministrativa di Reggio, nel compiacersi per una possibile vittoria di Scopelliti, faceva riferimento all’appoggio elettorale dell’imprenditore Cozzupoli e di Giuseppe Rechichi (“vince lo stesso perche’ c’e’ Cozzupoli che deve incassare delle somme, che praticamente e’ in uno stato di bisogno attualmente” mentre “dall’altro c’e’ Pino che sta partecipando a queste gare per la esternalizzazione”) e quindi proprio degli imprenditori che avrebbero avuto col tempo il controllo della partecipata. Per far transitare il denaro versato dal Comune alla Multiservizi alla Gst e poi alle imprese degli indagati, secondo l’accusa, nel 2007 fu stipulata una convenzione tra Multiservizi e Gst per la prestazione di generici servizi il cui compenso era determinato a priori. Al riguardo, tra il 2007 e il 2012, Multiservizi ha pagato alla Gst 11.901.400 prevedendo in contabilita’ il pagamento di ulteriori 5.848.087. La Gst, poi, aveva stipulato un atto simile con le societa’ riconducibili agli indagati assicurando alle stesse, tra il 2008 e il 2011, profitti pari a 5.854.974 mentre erano iscritti in bilancio ulteriori debiti per fatture da pagare per 3.906.219.

 

3 Ottobre 2019

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