Reggio Calabria, le mani della ‘ndrangheta sul business dei rifiuti: in manette i capi del clan De Stefano

La Repubblica, Giovedì 11 maggio 2017

Reggio Calabria, le mani della ‘ndrangheta sul business dei rifiuti: in manette i capi del clan De Stefano

Operazione coordinata dalla Dda. Cinque persone arrestate. Sono accusati di controllare la società ‘Fata Morgana’, che nel capoluogo e nei comuni limitrofi si occupa di tutto il ciclo di gestione della spazzatura

 

Finiscono nuovamente in manette e con la pesante accusa di estorsione pluriaggravata Orazio De Stefano e il nipote Paolo Rosario, insieme ad altri tre esponenti di spicco del noto clan mafioso di Archi. Sono tutti accusati di aver messo le mani sulla società di smaltimento rifiuti ‘Fata Morgana’, che a Reggio gestiva la raccolta differenziata.

A mettere gli inquirenti sulle tracce dei De Stefano e a spiegare in dettaglio come abbiano preso il controllo del settore dei rifiuti è stato il pentito Salvatore Aiello, cugino di Orazio De Stefano, forse anche per questo diventato responsabile tecnico della società Fata Morgana per il triennio 2007-2010. La società municipalizzata che si occupava della raccolta differenziata a Reggio Calabria come in altri comuni del circondario, ma anche di costruzione di impianti per il trattamento, valorizzazione e la collocazione temporanea e definitiva dei rifiuti, bonifica dei siti contaminati da attività di smaltimento di rifiuti, manutenzione e altri servizi. Un settore di business cruciale non solo per gli enormi flussi di danaro pubblico finiti nelle casse dei clan, ma soprattutto per la definizione degli equilibri stabiliti all’indomani della seconda guerra di ‘ndrangheta.

Secondo quanto emerso dall’indagine, il clan avrebbe di fatto controllato la società, così come alcune società a capitale privato operanti nell’indotto, e in particolare nella fabbricazione e manutenzione dei mezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti, imponendo il pagamento di ingenti somme di denaro a titolo di estorsione, la scelta di fornitori compiacenti e l’assunzione di personale gradito. A dettare la linea strategica, sostengono gli inquirenti, era Orazio De Stefano, vertice della linea gerarchica del clan, cui era stata delegata l’infiltrazione del settore della raccolta dei rifiuti e la stipula di patti spartitori con altre cosche della ‘ndrangheta coinvolte nello stesso settore. Era lui che impartiva le direttive strategiche ai sodali dell’organizzazione che controllava il comparto rifiuti.

“E’ una ulteriore affermazione dello Stato nel contrasto alla ‘ndrangheta”, è stato il commento del questore di Reggio Calabria Raffaele Grassi. “La Polizia – ha aggiunto – d’intesa con l’autorità giudiziaria, conduce un lavoro con sempre maggiore determinazione ed efficacia contro le cosche della ‘ndrangheta”.

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