Reggio Calabria, bazooka in tribunale. «Messaggio» per Pignatone. Ecco chi combatte veramente la mafia. Berlusconi la finisca di insultare e minacciare i giudici. La nostra solidarietà al Procuratore Pignatone

«Andate e troverete una sorpresa per Pignatone». Così un anonimo e minaccioso “centralinista” della ‘ndrangheta la notte scorsa ha chiamato il 113. Poco dopo, in un’area di via Cardinale Portanova, in prossimità della sede del Consiglio regionale della Calabria, la polizia ha trovato un bazooka monouso, già utilizzato e quindi inoffensivo.

È il “regalo” che la ‘ndrangheta ha donato al capo della Procura di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone, uno dei magistrati in prima linea a combattere la criminalità organizzata. La risposta dello Stato non si è fatta attendere e questa mattina Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno eseguito 250 perquisizioni in tutta la provincia di Reggio Calabria. Nel mirino degli investigatori i capi dei principali casati dell’ndrangheta nei confronti dei quali sono in corso attività di controllo, ispezioni e perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi ed esplosivi.

Alla grave minaccia rivolta al procuratore Pignatone hanno fatto seguito dichiarazioni di solidarietà bipartisan dal mondo politico. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha telefonato al procuratore di Reggio Calabria per esprimergli la propria solidarietà dopo le minacce ricevute questa mattina. Nel corso della telefonata il ministro ha ribadito al procuratore l’impegno del governo «a ribattere colpo su colpo l’offensiva della ‘ndrangheta». Per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, «l’inquietante episodio conferma ancora una volta la gravità della situazione in Calabria e anche che, in un contesto così a rischio, la magistratura ha bisogno di essere sostenuta in modo più netto. Il Pd si impegnerà perchè i magistrati e le forze dell’ordine che ogni giorno si battono per liberare il Sud dalla mala pianta della ‘ndrangheta non rimangano soli».

Secondo il ministro della Giustizia Angelino Alfano «si tratta dell’ennesimo tentativo messo in campo dalla ‘ndrangheta, ferita a morte dai continui successi della magistratura, delle forze dell’ordine e del governo. Occorre stringersi attorno agli uomini impegnati in prima linea su questo fronte, garantendo, in particolare ai magistrati, la possibilità di svolgere con serenità il loro delicato compito a favore della giustizia e della legalità».

«Alla magistratura e alle forze dell’ordine va tutto il nostro sostegno continuiamo a chiedere a gran voce al governo di sostenere il loro operato con strumenti adeguati sia economici sia logistici”, dichiara il leader dell’Idv Antonio Di Pietro; mentre il segretario dell’Udc Pier Ferdinando Casini afferma: ai magistrati come Pignatone «lo Stato deve fornire mezzi, uomini e strutture per rendere efficace la lotta alla criminalità che rende i calabresi sempre più sgomenti».

L’Anm, poi, rileva che «lo Stato non può lasciare solo chi si sforza di garantire il controllo di legalità in zone del Paese dove opera una delle più cruente forme di criminalità organizzata come la ‘ndrangheta». I funzionari di Polizia sottolineano infine la necessità di «potenziare strutture investigative e di controllo del territorio».

«Un segnale inquietante, che va colto e approfondito in tutte le sue dinamiche». Così sostiene Libera, esprimendo vicinanza al procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, vittima di minacce. «Da parte nostra – continua Libera – sentiamo che non basta esprimere ancora una volta la pur doverosa solidarietà. È oggi più che mai necessaria la corresponsabilità. Ognuno è chiamato a fare la propria parte, quotidianamente. A partire dallo Stato, che deve fare di più, garantendo l’indipendenza e l’autonomia alla magistratura e una giustizia veloce, efficiente ed efficace. Ma, in questi momenti, vogliamo ribadire che la Calabria c’è: la gente comincia a denunciare, i cittadini sempre di più partecipano e scendono in piazza». «Siamo consapevoli delle difficoltà -conclude quindi Libera – ma siamo convinti che il lavoro della Procura, dei magistrati e di tutti gli operatori delle istituzioni, assieme all’impegno responsabile dei cittadini, delle oltre 60 associazioni, gruppi, movimenti, laici e cristiani riunite in ReggioliberaReggio, dei tanti amministratori e sindaci seri, onesti, che nella trasversalità, con competenze e riferimenti diversi, alimentano la speranza e insieme possiamo isolare la criminalità mafiosa e ogni forma di violenza».

Una fiaccolata di solidarietà al procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e a tutti i magistrati antimafia, si svolgerà questa sera a Reggio Calabria, dopo l’ultimo episodio di intimidazione. La manifestazione è stata promossa dal movimento “Reggio non tace”.

(Tratto da Avvenire)

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