Redditi delle famiglie in calo, disoccupazione giovanile quasi al 30%: la chiamate ” ripresa”? Domandate ai commercianti “quanto” sono in grado di spendere le famiglie italiane

Anche il 2010 è una Caporetto per i redditi delle famiglie

Berlusconi non perde occasione per sbandierare che la ripresa è arrivata. Ma chi se n’è accorto?  Secondo l’Istat, il reddito disponibile delle famiglie, nei primi tre mesi del 2010, è calato del 2,6%. Insomma un potere d’acquisto sempre più basso, che fa diventare gli italiani sempre più poveri

E meno male che la ripresa, secondo Berlusconi, è arrivata. E se eravamo ancora in recessione che cosa succedeva? Secondo l’Istat, il reddito delle famiglie italiane continua a scendere anche nel primo trimestre 2010: in valori correnti è diminuito del 2,6%, rispetto allo stesso periodo 2009. Si tratta del reddito lordo disponibile, ovvero quello destinato al consumo e al risparmio. Quanto al potere di acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile in termini reali) si è registrato un calo dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. Inoltre, il tasso di investimento delle famiglie nel primo trimestre 2010 si è attestato all’8,5%, con un calo di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, mentre rispetto allo stesso periodo del 2009, gli investimenti fissi e lordi delle famiglie si sono ridotti del 10,5%, determinando una riduzione del tasso di investimento di 0,8 punti percentuali.

Dunque, meno soldi per alimentari, vacanze, cultura e svago in cenere. Nel primo trimestre del 2010, infatti, la propensione risparmio delle famiglie si è ridotta di 1,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel periodo gennaio-marzo si è attestata a quota 13,4%, si tratta del valore più basso da quando esistono le serie storiche trimestrali, ovvero dal 1999. La verità è una sola. I consumi interni non ripartono, e quel poco di ripresa di Pil che c’è è da ricondurre alle esportazioni, che danno qualche segnale di ripresa seppur non proprio a favore dei prodotti tipici del Made in Italy.

Per Giuseppe Fioroni, responsabile welfare del Pd, “purtroppo si dimostra ancora una volta come i due anni di bugie e occultamenti della verità da parte della maggioranza sulla vera entità della crisi alla fine li paghino sempre gli stessi: le famiglie”. Secondo Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd, “la crisi e la perdita di lavoro hanno ridotto in modo drammatico le condizioni di vita delle famiglie dei disoccupati, tanti di loro privi di sostegno al reddito a causa di un sistema di ammortizzatori arretrato che il ministro Sacconi si ostina a non riformare”. Ed Enrico Farinone, vicepresidente della Commissione Affari Europei, precisa: “Pensare che questa manovra non farà altro che peggiorare la situazione, andando a gravare principalmente sul ceto medio”. E in effetti se si considera che gli stipendi degli statali saranno bloccati per tre anni, che in quattro regioni aumenteranno le addizionali, che gli investimenti degli enti locali saranno falcidiati, c’è da stare davvero poco allegri.

Alessandro Guarasci
(Tratto da Aprile online)
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